I ponti in ghisa
Fino alla prima metà dell’Ottocento esistevano a Venezia due tipologie di ponti: quelli in legno e quelli in pietra. I ponti in pietra erano considerati come definitivi, avevano una durata pressoché eterna ma un costo iniziale elevato, i secondi erano considerati provvisori, con un costo iniziale ridotto ma con una durata relativa ed elevati costi di manutenzione.
Dalla seconda metà dell’Ottocento lo sviluppo dell’industria portò ad una terza tipologia di ponte, quelli in ghisa (lega ferrosa costituita principalmente da ferro e carbonio), questi ponti costavano come quelli in legno e duravano come quelli in pietra. I ponti in ghisa miravano a conseguire un effetto di trasparenza e di leggerezza attraverso un uso sapiente e discreto di elementi di struttura. L’esilità e la solidita dei manufatti, il basso costo iniziale, la lunga durata e le ridotte spese di manutenzione, la neutralità ed eleganza del disegno furono tutti elementi che contribuirono a fare di questi ponti la soluzione pressoché ideale a molti problemi di viabilità della città di Venezia.
Le principali fonderie che produssero i pregevoli ponti in ghisa, che ancora oggi si possono ammirare a Venezia, furono: la Fonderia Collalto di Mestre, la Fonderia Neville di Venezia, la Fonderia Layet di Venezia, ed altre fonderie e officine minori come la Pisciutta, la Ganassa, la Società Veneta per imprese e opere pubbliche, ecc.
I ponti in ghisa della fonderia di Edoardo Collalto (a) furono: il piccolo e atipico Ponte de la Corona (1851) sul Rio de San Zaninovo di disegno semplicissimo e goticizzante nelle ringhiere; poi fu la volta del più ampio ed elaborato Ponte dei Conzafelzi o Storto o Pinelli (1852) sul Rio de Santa Marina con bassi gradini traforati e ringhiere a grandi vortici con delle rosette nei punti centrali; poi il Ponte de l’Acquavita (1854) sul Rio dei Gesuti ancora con i tipici gradini bassi, ringhiere a grandi vortici vegetali con rosette nei punti d’incontro che diventano foglie d’acanto nelle parti terminali; il Ponte dei Ragusei (1854) sul Rio del Tentor ed infine il Ponte de la Malvasia Vechia (1858) sul Rio de San Maurizio con i soliti gradini bassi e traforati e ringhiere formate da grandi ramaglie; un’altro piccolo ponte in ferro commissionato alla fonderia Collalto fu il Ponte Marco Polo o del Teatro (1861) sul Rio de San Lio che conduceva al teatro Malibran poi sostituito da un ponte in pietra nel 1914. Della fonderia Collalto era anche il piccolo ponte in ferro (1853) sulla Fondamenta dei Mendicanti sopra il tratto del rio che porta alla cavana dell’Ospedale Civile, ai Santi Giovanni e Paolo, ai giorni nostri sostituito con un nuovo ponte sempre in ferro.
I ponti in ghisa della fonderia Enrico Gilberto Neville (b), famosa per aver costruito i dei due ponti in ferro sul Canal Grande, quello all’Accademia o della Carità (1854) e quello agli Scalzi (1858), sostituito il primo nel 1933 con un ponte in legno e il secondo nel 1930 con un ponte in pietra, furono: il Ponte dei Penini (1852) sul Rio de l’Arsenal semplice e dalle linee approssimative; nello stesso anno il Ponte Turlona sul Rio de la Sensa ponte poi sostituito da uno in legno e il Ponte Storto (1852) sul Rio de San Martin, ponte piano con travi portanti in ghisa; il Ponte Sant’Antonio (1859) sul Rio de la Madalena sostituito nel 1909 da un ponte di pietra; un’altro piccolo ponte realizzato dalla fonderia Neville fu il Ponte Marco Polo o del Teatro (1860) sul Rio de San Lio che conduceva al teatro Malibran, il ponte aveva le ringhiere come quelle che ancora si vedono nella Fondamenta del Teatro, poi sostituito nel 1914 da un ponte in pietra; il Ponte del Teatro (1861) sul Rio de San Luca prima affidato al società Collato e poi alla società Neville, costruito in concomitanza con dei lavori di ristrutturazione del teatro di San Beneto (teatro Rossini); il Ponte del Gheto Novo (1865) sul Rio de San Girolamo; il Ponte Piuli o del Squero (1868) e il Ponte Piuli (1868) sul Rio Priuli o de Santa Sofia, due ponti gemelli di uguale forma e dimensione, si trattava di due strutture in ghisa sagomate che sostituivano i precedenti ponti in pietra che necessitavano di un intervento risolutivo; il Ponte Renier (1870) sul Rio de Santa Margarita; un altro ponte in ferro commissionato alla fonderia Neville fu il Ponte de la Pescheria (1871) sul Rio dei Giardinetti di fronte alla Compagnia della Vela, ponte piano sorretto da colonne in ferro.
I ponti in ghisa della fonderia Layet (c) furono: il famoso Ponte de la Donna Onesta (1870) sul Rio de la Frescada; il Ponte de la Tana (1873) sul Rio de la Tana ponte passerella; le balaustre del Ponte de San Provolo sul Rio de San Provolo; Ponte del Gheto Vechio (1891) sul Rio del Gheto passarella in ferro; il Ponte Longo (1893) sul Rio del Ponte Longo alla Giudecca.
Della fonderia Nazionale Ambrogio Pisciutta è il Ponte de le Latte (1860) sul Rio de San Zuane Evangelista.
Altri ponti pubblici in ferro realizzati nell’Ottocento: Ponte del Pestrin (1883) sul Rio de Sant’Angelo ponte a passarella; Ponte delle Scuole (1895) sul Rio de le Scuole realizzato dalla ditta Vianello Moro Sartori; Ponte Vitturi (1870) sul Rio de San Vidal ponte a passerella realizzato dalla ditta Giovanni Pascotti; Ponte de la Malvasia (1885) sul Rio de San Zulian; Ponte del Paradiso (1869) in ferro sostituito nel 1901 con un ponte di pietra; Ponte de l’Arco (1868) con travature in ferro realizzato dalla ditta Giuseppe Avon; Ponte del Paluo o di Sacca Sant’Elena (1890) in ferro realizzato dalla ditta Del Moschin Angelo; Ponte di Quintavalle (1829) in ferro realizzato dalla ditta Erminio Chiozzotto; Ponte San Pietro (1883); Ponte Noris (1889) in ferro realizzato dalla ditta Pietro Tis; Ponte dei Sartori realizzato dalla ditta Agostino Ganassa; Ponte del Macello (1893) in ferro, ora Ponte Valeria Solesin in acciaio (2017); Ponte raccordo alla Marittima (1881) in ferro; Ponte Manifattura Tabacchi (1883) in ferro; Ponte de la Bergama (1875) ponte passerella realizzato dalla ditta Agostino Ganassa; Ponte del Forner (1868) a Santa Croce passerella realizzata dalle ditte Giovanni Mansutti e Ambrogio Pellanda; Ponte Giovanelli in ferro a San Stae; Ponte de le Do Spade (1886) in ferro; Ponte dei Guardiani (1882) in ferro realizzato dalla ditta Agostino Ganassa. (1)
(a) La fonderia Collalto venne fondata nel 1846 in Venezia e poi venne trasferita a Mestre
(b) La fonderia Neville sita nel sestiere di San Polo, contava 400 addetti nel 1887. Intorno al 1903 iniziarono le trattative di compravendita dell’area della fonderia che si trovava dietro San Rocco e i Frari, tra il Comune e la ditta, per destinarla alla costruzione di nuove case popolari.
(c) La fonderia Layet
(1) ConoscereVenezia; Nicolò Erizzo. Relazione storico-critica della Torre dell’Orologio di S. Marco in Venezia. Tipografia del Commercio, Venezia 1860; Giandomenico Romanelli. Venezia Ottocento. Officina Edizioni. 1977; Ivano Turlon. La manutenzione dei ponti in ghisa. www.insula.it; Gianpietro Zucchetta. Venezia Ponte per Ponte. 1992
FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

















































































