Il busto di Elena, calco in gesso di Antonio Canova, alle Gallerie dell’Accademia

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Il busto di Elena, calco in gesso di Antonio Canova, alle Gallerie dell'Accademia

Il busto di Elena, calco in gesso di Antonio Canova, alle Gallerie dell’Accademia

Il busto di Elena è una scultura in marmo eseguita da Antonio Canova nel 1811 e conservata all’Ermitage di San Pietroburgo. Il gesso di questo capolavoro viene conservato presso la Gipsoteca canoviana di Possagno, un calco in gesso è visibile alle Gallerie dell’Accademia. (1)

Donna celebre per la sua bellezza e causa di infiniti mali, Elena nacque a un parto con Polluce, da Leda, regina di Sparta e moglie di Tindaro. Un giorno che ella danzava nel tempio di Artemide, fu rapita da Teseo, da cui ebbe una figlia; prima che avesse compiuto il suo decimo anno. Liberata dai suoi fratelli Castore e Polluce, fu ricondotta a Sparta.

Per quel primo ratto Elena crebbe in tanta fama, che tutti i principi della Grecia andarono a gara fra loro per averla in sposa; ed ella sposò Menelao. Passati tre anni di unione con lui, s’invaghì di Paride, venuto in quel tempo alla corte di Sparta, e abbandonato lo sposo e la patria, se ne fuggì col suo amante nella reggia di Priamo. Fu questa la causa della lega che si strinse fra Menelao e gli altri principi greci, e di quella famosa guerra che poi terminò con la distruzione di Troia.

Morto Paride, Elena sposò il di lui fratello Deifobo, che ella consegnò più tardi al furore dei Greci per farsi perdonare il suo adulterio. Menelao la riprese e la ricondusse a Sparta. Rimasta vedova, venne scacciata dai figli naturali di Menelao, e si rifugiò a Rodi, ove Polissa, moglie del re Tlepolemo, la fece immergere nel bagno e appendere in seguito a un albero. Elena per i Greci restò sempre il tipo della bellezza. (2)

(1) ConoscereVenezia

(2) Giuseppe Ronchetti. Il Dizionario Illustrato dei Simboli. Ulrico Hoepli Editore Milano 1922

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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