Ponte de San Provolo, tra il Rio de San Provolo o de l’Osmarin e il Rio del Vin

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Ponte de San Provolo, tra il Rio de San Provolo o de l'Osmarin e il Rio del Vin - Castello

Ponte de San Provolo, tra il Rio de San Provolo o de l’Osmarin e il Rio del Vin. Salizada San Provolo – Campo San Provolo

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in ferro a greche.

SAN PROVOLO (Salizzada, Ponte, Rio, Campiello, Campo, Calle). La chiesa di San Procolo, volgarmente San Provolo, si crede fondata dai Partecipazi nell’809, ovvero 814. Era sotto il juspatronato delle monache di San Zaccaria, le quali per propria maggiore tranquillità vi avevano trasferito nell’850, o, come altri vogliono, nel 1107, la cura delle anime, delegandovi due cappellani. L’incendio del 1105 fra le altre chiose si divorò anche questa. Ebbe qualche restauro nel 1389, e nel 1642si rifabbricò di pianta. Nel 1808 venne chiusa, e poi ridotta a privata abitazione, recante oggidì il N. A. 4704.

Presso questo ponte, sul prospetto di un casamento che attualmente porta i N. A. 4620 – 4625, e che era di proprietà dei Michiel da Sant’Angelo, si scorge un’immagine in marmo di Maria Vergine con sottoposta iscrizione, donde s’impara che Antonio Visetti fece quel lavoro al momento della rifabbrica dello stabile, avvenuta nel 1737 dopo un grande incendio. Esso avvenne il 12 luglio 1735, ed avendo incominciato nella casa di Antonio Biondini droghier di faccia la Calle delle Rasse, consunto in breve tutti i fabbricati vicini.

Nell’antica parrocchia di San Provolo abitava G. Giacomo Caroldo, secretano dei X, e scrittore di una cronaca Veneta. Egli sostenne varie ambascerie, e dall’imperatore Massimiliano venne creato cavaliere, e conte palatino Morì circa al 1539.

Vi abitavano pure nel 1564 i due fratelli mosaicisti Francesco e Valerio Zuccato in una casa delle monache di San Zaccaria. Esse pure in quell’anno appigionavano una casa nella medesima parrocchia a Paolo Ramusio, letterato, nipote di quell’altro Paolo Ramusio, celebre giureconsulto Ariminese, che il primo trapiantò la famiglia a Venezia nel 1458, e nel 1503 persuase Pandolfo Malatesta a cedere Rimini alla Repubblica, onde fu regalato di 600 campi non lungi da Cittadella, ove tuttora vi è una situazione detta corrottamente la Ramusa.

In parrocchia di San Provolo fece pure il proprio testamento il 4 giugno 1590, in atti Antonio de Cavaneis, Apollonio Massa, celebre medico Veneziano, nipote di Nicolò da noi altrove rammentato. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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