Campo Manin già Campo San Paternian, nel Sestiere di San Marco

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Campo Manin. Sestiere di San Marco

Campo Manin già Campo San Paternian, nel Sestiere di San Marco

Questo campo venne dedicato, nel 1880, a Daniele Manin, il quale guidò la sollevazione popolare del 1848/49 contro la dominazione austriaca, e resse il governo provvisorio di Venezia con tenace resistenza. Il monumento dedicato al Manin, al centro del campo, posto di fronte alla casa del patriota oltre il rio (Palazzo Muazzo Pisani), è opera di Luigi Borro.

Precedentemente il campo si chiamava di San Paternian e predendeva il nome dalla Chiesa di San Paterniano. La cronaca Altinate attribuisce la fondazione di questa chiesa, insieme a quella di San Silvestro, alle famiglie degli Usibiaci, Batticuli, Vitrinaci, Flabianici, Benati e Caloprini. Comunemente se ne suole onorare la famiglia degli Andreardi o Andreadi, alcuni dei quali mercatando nella Marca di Ancona, trasferivano a Venezia da Fano una immagine di San Paterniano, patrono della città sopraddetta, chi vuole verso il principio, che circa la fine del secolo IX; e dopo assai anni, alcune pie donne, avendo collocato vicino a quella del Santo l’immagine di Sant’Anna, il culto dell’uno in progresso non fu più scompagnato da quello dell’altra.

Crebbe al contrario, e fu allora che gli Andreardi, congiuntisi ad altri, fabbricarono la chiesa di legno, e la intitolarono a San Paterniano, e tosto fu fatta parrocchia, e dal doge Pietro Candiano IV arricchita di alcune possessioni l’anno 959. Ella fu più volte preda dei vasti incendii che desolarono la nostra patria, ed il primo del 970, accesosi per la uccisione del sopraddetto doge, poi negli anni 976, 1105, 1168 e 1437. Ma queste calamità della chiesa non fecero che far viemeglio risplendere la pietà del popolo nostro, il quale ad ogni volta la fece risorgere pili bella dalle ceneri sue.

L’atrio di questa chiesa era avanzo del gusto architettonico del secolo XIV. Il campanile fu costrutto l’ultimo anno avanti al mille, dalla gratitudine di alcuni operai veneziani, scampati alla schiavitù dei Saraceni; e le rustiche sue forme attestano tuttavia quella epoca cosi squallida delle arti belle. L’anno 1541 per una grande vittoria ottenuta contro il Turco, il Senato impose che i musici della Basilica, ogni anno il dì della festa di San Paterniano, dovessero cantare nella sua chiesa una messa solenne in rendimento di grazie.

La chiesa aveva sette altari; fu soppressa nel 1810 e ridotta a magazzino, fu demolita nel 1871 assieme al campanile pentagonale. (1)

(1) Bernardo e Gaetano Combatti. Nuova Planimetria della Città di Venezia. Venezia 1846

Nel campo o nelle sue immediate vicinanze:

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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