Una festa in casa Pisani di San Paternian

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Palazzo Muazzo Pisani. Sestiere di San Marco

Una festa in casa Pisani di San Paternian

Il 14 dicembre 1518, nel pomeriggio, con trombe e tamburi, fu gridato a San Marco e a Rialto un bando dei Provveditori alle Pompe che il Sanudo così ricorda: “Perché, non obstante l’ofension dil nostro Signor Dio et li ordeni di la Signoria nostra, ogni di si fanno cosse contra quelli, li magnifici Signori Provveditori sopra le Pompe fa saver: che ciascaduna persona, sia de che condicion et grado se volgia, non ardisca portar né vestidure od altro habito recamato de oro et de arzento, nissuna zoia de perle et oro, soto pena de ducali cento de multa et perder vestimenti et zoie“.

La grida pubblicata con tanta solennità aveva la sua ragione da parecchi giorni tutta Venezia parlava di una grande festa che si doveva dare il 20 dicembre nel palazzo di sier Zuane Pisani di San Paternian e per la città si mormorava sulla ricchezza degli abiti delle nobildonne che dovevano a quella festa intervenire. Le mogli di sier Bernardo Cappello, Zirolamo Loredan, Marco Venier e Jacopo Vituri avevano ordinato “veste de raso listade d’arzento“; Maria Pisani e Virginia Manolessoveste de drapo damaschino con restagno d’oro“, le altre le imitavano sontuosamente. Ma più che la grida fece effetto una chiamata improvvisa di sier Zuane Pisani e l’ordine preciso di non ricevere in palazzo le donne vestite contro la legge, anzi il Consiglio volle che i fanti dei Provveditori vigilassero alle porte dello stesso palazzo. Una sola patrizia si ribellò a quell’ordine e fu Virginia Manolesso che venne pregata di tornarsene a casa. Il giorno dopo ebbe la condanna dei cento ducati e il sequestro della sontuosa “veste de drapo damaschin“.

La festa non fu molto lieta, le donne vestite con “altri habiti di poco lusso” stavano imbronciate e sier Pisani era seccato dal gesto ribelle della Manolesso. “A due hore solo di note” tutto era finito e, conclude il Sanudo, “se spera per qualche tempo no habia le nostre donne più tanta pompa“.

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 23 novembre 1925.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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