Campo Bandiera e Moro o della Bragora, nel Sestiere di Castello

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Campo Bandiera e Moro o della Bragora. Sestiere di Castello

Campo Bandiera e Moro o della Bragora, nel Sestiere di Castello

Questa località, la quale prima si diceva Campo della Bragola, assunse la denominazione attuale in onore dei due fratelli Attilio ed Emilio Bandiera che qui abitavano, e del loro compagno Domenico Moro.

Attilio ed Emilio Bandiera nacquero in Venezia ove presero servizio nella Marineria Austriaca. Si videro ben presto, grazie all’alto grado che occupava 1‘ammiraglio loro padre, nominato il primo alfiere di vascello, ed il secondo altiere di fregata. Aggregati alla setta Mazziniana chiamata la Giovane Italia, e caduti in sospetto del governo, ripararono nel 1844, l’uno dopo l’altro, a Corfù. Di là, seguiti da pochi amici, fra i quali da Domenico Moro, ufficiale pur egli della Marina Austriaca, salparono per la Calabria, sperando d’indurla a riscossa contro il re Ferdinando II. Ma traditi, e mancanti dell’appoggio della popolazione, che anzi giunse a segno di combatterli come nemici, furono presi, condotti a Cosenza, ed il 25 luglio del medesimo anno condannati, col Moro ed altri sei compagni, alla fucilazione.

I giustiziati furono sepolti nella chiesa di Sant’Agostino in Cosenza, per venir poi, nel 1848, dietro ordine del governo provvisorio, trasportati nella cattedrale. Quando però si ripristinò il potere Borbonico, il generale Busecca impose che le loro spoglie venissero confuse con quelle dei malfattori. Si dice che tale comando non venisse eseguito, quindi i mortali avanzi dei Bandiera e di Domenico Moro poterono nel 1867 tradursi a Venezia, e seppellirsi nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.

Quanto al vecchio nome di Campo della Bragola conviene osservare che Bragola, Bragora, Bracata, e Braida chiamavasi ab origine l’isola sopra cui sorge la vicina chiesa di San Giovanni Battista. Quest’isola era una delle Gemini o Gemelle, le quali, comprendevano le contrade di San Martino, di San Lorenzo, di San Severo, di San Zaccaria, di San Procolo, e dei Santi Filippo e Giacomo, e si dicevano Gemini, o perchè fossero anticamente consacrate al culto dei Gemini (Castore e Polluce), o perchè si rassomigliassero fra loro nella forma.

Molto si disputò intorno l’ etimologia del nome Bragola, ed altre varianti. Il Dandolo lo fà provenire da Bragola, provincia dell’ Oriente, donde si trasportarono a Venezia alcune reliquie del Precursore. Questo cronista, parlando del vescovo olivolense Domenico IV Talonico, dice chiaramente: qui de provincia vocata Bragula reliquias S. Joannis Baptistae deduxit et in ecclesia guam sui progenitores sub Sancti vocabulo fabbricaverunt cum devotione deposuit, guue vocata est hac de causa S. Johannis Bragulae. Altri, contraddicendo tal fatto, vogliono che Bragola derivi dal bragolare o pescare, che qui anticamente costumavasi. Altri dai mercati che qui si tenevano detti bragole, in greco agorà. Altri dalla voce orientale b’ragal, significante due uomini o due eroi (Castore e Polluce). Altri finalmente, ritenendo come forma primitiva non bragola, ma bragora, dalle due voci brago (melma o fango) e gora (canale d’acque stagnanti), quasi si avesse voluto indicare in tal guisa l’antica condizione del terreno fangoso ed intersecato dall’acqua.

La chiesa di San Giovanni Battista si dice fondata da San Magno nel secolo VII. Quindi venne rinnovata nell’817 da Giovanni Talonico, e rifabbricata due volte, la prima nel 1178, e la seconda nel 1475. Anche in tempi posteriori, e specialmente nel 1728, ebbe nuovi ristauri. (1)

(1) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. Tipografia Grimaldo Venezia 1872

Nel campo o nelle sue immediate vicinanze:

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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