La leggenda delle otto chiese di Venezia fondate da San Magno

0
915
Giambattista Cima da Conegliano. Incredulità di san Tommaso, con San Magno. Gallerie dell'Accademia Venezia

La leggenda delle otto chiese di Venezia fondate da San Magno

Sottrattosi il santo prelato con la miglior parte del suo gregge da Oderzo, città minacciata di sterminio da Rottario re dei Longobardi, si ricoverò nelle lagune dove per mezzo di segrete illustrazione della mente, o, come altri credono meglio, per altrettante misteriose visioni, disegnò di fondare a Venezia otto chiese, cioè quelle di San Pietro Apostolo, di San Raffaele Arcangelo, di San Giovanni Battista in Bragora, del Santissimo Salvatore, di Santa Maria Formosa, di San Zaccaria profeta, dei Santi dodici Apostoli e di Santa Giustina.

La prima di queste chiese venne dedicata al principe degli apostoli San Pietro, il quale apparso al santo prelato, mentre orava rapito in spirito, gli ingiunse di fabbricare a di lui onore una chiesa in quell’angolo della città nascente, dove avesse veduto una mandria di buoi e pecore pascolare le erbe della laguna. Apparso poi al santo prelato, l’arcangelo Raffaele, mentre secondo il suo costume orava, gli comandò d’innalzare sotto il titolo del glorioso suo nome una chiesa in quella parte della città, ove avesse ritrovato un gande raduno di uccelli canterini. Accettò il vescovo un altro comando dal Salvator del Mondo, il quale a lui apparso in visione gli additò di voler a suo onore fabbricata una chiesa, dove vedesse nel mezzo della nascente città una nuvola rossa.

La quarta di esse fu quella dedicata alla Madre di Dio, che apparsa in visione al santo uomo, gli prescrisse di dover ivi fabbricar a di lei onore una chiesa, ove vedesse fermata una candida nuvola. Ubbidiente il santo al gran comando, mentre andava ricercando dei ricevuti contrassegni vide poggiarsi una candidissima nuvoletta nel luogo appunto, ove ora sorge la chiesa di Santa Maria, detta Formosa dalla vaga forma, in cui si mostrò la Vergine al santo prelato.

I dodici apostoli, apparsi in visione al santo prelato, l’ammonirono essere divino volere, che sotto la comune invocazione del loro collegio fosse eretta in Venezia una chiesa, dove egli ritrovasse dodici gru insieme congregate. Si numera la sesta, quella dedicata a Santa Giustina vergine e martire padovana, apparve la santa martire circondata da una splendida nube al santo uomo, e lo avvisò essere divino volere, che sotto l’invocazione del di lei nome facesse in quel sito innalzare una chiesa, ove vedesse una vite germogliare frutti novelli.

La più cospicua delle chiese fu quella dedicata al precursore di Cristo San Giovanni Battista, che apparso in visione al santo vescovo lo ammonì di erigere altre due chiese nei luoghi per ciò dimostrati, l’una delle quali col proprio suo nome di Precursore dedicata fosse, e l’altra col titolo del suo padre profeta San Zaccaria. (1)

Quando per l’interramento della laguna circostante, Eraclea fu abbandonata dai suoi abitanti, il doge Pietro Ziani (1205-1229), il 6 ottobre 1206, fece trasportare i resti di Magno a Venezia, nella chiesa di San Geremia. Il 21 dicembre 1459 il senato veneto decretò che quel giorno fosse festivo per tutta la città; in quella festa i dogi andavano pellegrini con la loro corte nella chiesa di San Geremia, fino a che, il 28 settembre 1563, un nuovo decreto del senato permise che un braccio del santo fosse portato nella basilica di San Marco ed ivi ogni anno, il 6 ottobre, esposto alla venerazione del doge e dei fedeli entro un ricco reliquiario d’argento.

San Magno continua ad essere venerato nella diocesi di Venezia come patrono secondario, anche dopo che il 22 aprile 1956 i suoi resti tornarono nella nuova Eraclea per esservi conservati nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Immacolata. La più bella raffigurazione del santo è nell’Incredulità di San Tommaso, all’Accademia delle Belle Arti di Venezia: Cima da Conegliano lo rappresentò in piedi con folta barba bianca, ravvolto in ricco piviale, il pastorale nella sinistra, assieme a San Tommaso, perché come lui era il protettore dell’arte dei muratori. (2)

(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

(2) http://www.santiebeati.it/dettaglio/91004

Print Friendly, PDF & Email

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.