Campo de l’Abazia e Campo de la Misericordia, nel Sestiere di Cannaregio

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Campo de l'Abazia - Sestiere di Cannaregio

Campo de l’Abazia e Campo de la Misericordia, nel Sestiere di Cannaregio

Il Campo prende il nome dalla Chiesa di Santa Maria della Misericordia, detta l’Abazia, juspatronato della famiglia Moro. In un luogo chiamato Val-Verde per esser coperto appunto il terreno di verdi zolle, venne fondata questa chiesa sotto il titolo di Santa Maria della Misericordia, da un certo Cesare dei Giulj detto Andreardi, narra il Sansovino, o veramente, come vogliono altri cronisti, dalle famiglie dei Giulj e Moro insieme congiunte. Consegnata questa chiesa ed il cenobio che ivi vicino si eresse ad alcuni monaci, con l’andare degli anni in prossimità vi si fabbricò una scuola maggiore detta appunto della Misericordia, la di cui fabbrica tuttora è superstite.

A causa della peste che infieriva in Venezia nel 1348, perirono tutti i monaci, meno il priore, il quale continuò qui a vivere fino al giorno 25 luglio 1369. Dieci giorni però prima di morire cedette egli la sua dignità a Luca Moro, che otteneva dal patriarca Francesco Querini il diritto speciale alla propria famiglia su quel priorato, che rimase in perpetuo ai Moro, siccome fondatori primieri della chiesa e dell’annesso ospedale. 

La fabbrica che è nelle sole rudi muraglie interne e nel soffitto ancora l’antica, ottenne però nel 1659 una nuova facciata, costruita tutta in marmo d’Istria sul disegno di Clemente Moli, del quale sono pure le due statue sprimenti la Costanza e la Misericordia ai lati della porta; sulla qual porta poi si compose il monumento di Gaspare Moro, filosofo dei suoi tempi rinomato, morto nel 1671, il di cui busto si vede sopra l’urna.

Allorquando l’abate mons. Pietro Pianton assumeva il reggimento di questo luogo, e ciò nel 6 luglio 1828, era questa chiesa caduta così in basso da minacciar in molte parti imminente rovina. Ma l’animo grande del lodato Pianton mirò tosto a porvi riparo; e quantunque assai denaro vi volesse per mandare ad effetto le molte divisate riparazioni, riduzioni ed abbellimenti, ciò non di manco egli non si scoraggiò nel difficile assunto; e, raccolti molti oggetti d’arte sparsi per la città, e invocato l’aiuto di moltissimi pii devoti, giunse a tanto da poter dire che, tranne la rinnovazione del coperto, e l’innalzamento in conseguenza di tutta intera la fabbrica, poco altro gli resta.  (1)

Il campo ha la forma di un grande quadrato, che conserva ancora l’originaria pavimentazione in mattoni disposti a spina di pesce, i lati est e sud sono occupati dal Canale de la Misericordia e dal Rio rio della Sensa,  sul lato ovest trova posto la Scuola dei Testori già della Misericordia o Valverde.

Nel campo o nelle sue immediate vicinanze:

(1) Venezia e le sue lagune. Volume II. Stabilimento Antonelli 1847

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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