Fabbrica di maglierie di lana e cotone Herion, a San Cosmo, nell’Isola della Giudecca

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Fabbrica di maglierie Herion, ai Santi Cosma e Damiano, nell'Isola della Giudecca

Fabbrica di maglierie di lana e cotone Herion, a San Cosmo, nell’Isola della Giudecca

La presenza commerciale a Venezia della dinastia Herion risale al 1872, quando i fratelli Christian e Hans iniziarono la loro attività di produzione di maglieria ai Santi Apostoli, con sei dipendenti. Nel 1878 si trovavano domiciliati alla Madonna dell’Orto, in Fondamenta de l’Abazia (civ. 3554), con la denominazione di “Fratelli Herion“, e con la produzione, oltre che della maglieria, di scope di saggina ed affini, nonché di orologi a pendolo. Nel 1887, dopo un provvisorio trasferimento della maglieria a palazzo Condulmer, ai Tolentini (civ. 251), tutta l’azienda si sposta alla Giudecca nella ex chiesa demaniale di San Cosmo (Santi Cosma e Damiano). In questo periodo nella maglieria erano impegnati 58 dipendenti (30 uomini, 20 donne, 4 fanciulli e 4 fanciulle al sopra degli 11 anni).

La Herion iniziava l’attività nella sua nuova sede alla Giudecca, dopo una preventiva ristrutturazione dell’immobile ad uso industriale, e accompagnata da una vasta campagna pubblicitaria in tutta Italia, curata dal proprio “Reparto Propaganda“. Oltre alla produzione di maglieria di lana intima da uomo e da donna, la Herion continuava la sua produzione di scope di saggina ed affini, nonostante gli ostacoli posti dalla concorrente J. Henry Heinzelman di Mirano, con la motivazione che la Herion si avvaleva della manodopera della Casa di Pena della Giudecca. Sempre a San Cosmo era attiva, verso il 1900, la Fabbrica di Tappeti Artistici, e la vendita della Scatola Calorifera Herion, contro i dolori di “reumi, plerite, nevralgie”.

La produzione di maglieria intima di pura lana (proveniente dall’Argentina e dall’Australia) andava sempre più aumentando, così di pari passo anche il personale, che raggiunse la punta massina di 180 dipendenti. Le spedizioni del prodotto finito in tutta Italia avvenivano con scatoloni di cartone, confezionati dalle vicine recluse del carcere delle Convertite. Dopo la seconda guerra mondiale l’attività si allargò al settore delle confezioni di tessuto fine, in filo di Scozia, acquisendo nuovi mercati del Nord Europa e dell’America. Il nuovo direttore Herbert Herion puntò più che sul numero della manodopera, sulla tecnologia più avanzata, che gli consentiva di produrre di più con meno personale, ed occupando meno spazio per le nuove macchine. Dopo il boom di vendite subentrò un periodo di crisi, che accentuò negativamente il buon rapporto che l’azienda aveva con i lavoratori. Perdurando questa situazione, Herbert decise di aprire una nuova fabbrica a Spilimbergo, in provincia di Pordenone, e prese contatti per la vendita della fabbrica della Giudecca (e della sua villa), che avvenne il 5 aprile 1980 al Gruppo Gardini.

L’ing. Panetti, per conto dei nuovi proprietari, diresse la fabbrica ma, col perdurare della crisi, nel gennaio 1987 pose in libertà il personale e mise in liquidazione la società. L’edificio venne acquistato dal Comune, che nel 2004 cambiò la destinazione d’uso. (1)

(1) FRANCESCO BASALDELLA. Fabbriche e cantieri alla Giudecca. (non pubblicato)

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FOTO: Alfonso Bussolin e foto dalla rete. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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