Famiglia Valier

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Stemma della famiglia Valier. Famiglie Venete con le loro armi. Biblioteca Estense universitaria

Famiglia Valier

Dalla famiglia romana Valeria trasse l’origine quella Valiero veneziana, siccome affermano parecchi scrittori, tra i quali lo Zabarella, nella sua opera Gli Valerii; Giulio dal Pozzo, nel Valeriae gentis elogium; Pier Giustiniano, nella Historia Venetiana; Domenico Longo, nella sua Soteria. Da Roma quindi, per le dissenzioni di Mario e Silla, passarono i Valerii ad abitare Padova e la Venezia terrestre, fino a che, per le irruzioni dei barbari, fuggiti da colà, vennero, nel 423, a por stanza nelle isolette della Laguna, sotto la condotta di Lucio Massimo dei Valerii. Cessate però quelle correrie funeste, ritornarono i Valeri a Padova, e questa restaurarono: ma irrompendo Attila nell’italiane Provincie, ripassarono novellamente, nel 453, nelle isolette della Laguna, ove fissarono da quel punto il lor soggiorno, mutando poi, coll’andare degli anni, il cognome, per semplice trasposizione di lettere, da Valerii in Valieri. Quindi sostennero il tribunato, ed uscirono dal seno loro infiniti uomini illustri in ogni facoltà, delle azioni dei quali è fatta ricordazione onorata nelle istorie. (1)

La casa Valier ebbe lustro dalla fama di due dogi generosi, padre e figlio, Bertuccio e Silvestro, ad onor dei quali sorge nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, sul disegno del Tirali, un monumento grandioso, della cui gloria partecipa la nuora e figlia rispettiva Elisabetta Querini, ultima Dogaressa con eccezione dalla legge incoronata. Le storie ricordano con quale maestà e magnificenza sostenne Silvestro l’ufficio di ambasciator del Senato alla figlia di Filippo IV re di Spagna, seguito da settanta cavalieri con ben cento livree, essendo in abito nero di punto in aria, foderato di soprariccio di oro, con bottoni e l’elsa della spada di grossi diamanti. Pingui lasciti fece egli in morte ai poveri, alla Biblioteca e alla Zecca ed uno sussisteva a prò di famiglie decadute della città nel giorno di San Silvestro. Famoso fu Agostino Valier cardinale, l’amico di San Carlo Borromeo. Cosi dei senatori Ottaviano, Francesco e Cristoforo, bailo questo ad Acmet Pascià, conservava l’immagine il pennello del Tintoretto

A segno della imperiale discendenza romana porta questa famiglia, nell’unico usato suo scudo, l’aquila coronata, in campo diviso d’oro e di vermiglio, dei colori contrapposti, e per cimiero un’altra aquila nera. (2)

(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI

(2) Gianjacopo Fontana. Cento palazzi fra i più celebri di Venezia (Premiato Stabilimento Tipografico di P.Naratovich. 1865).

I dogi della famiglia:

Bertuccio Valier. Doge CII. – Anni 1656-1658
Silvestro Valier. Doge CIX. – Anni 1694-1700

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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