La strana avventura dello smeriglio* Savorgnan

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* Lo smeriglio era un piccola bombarda, da nave o da fortezza, posizionata su una base girevole, poteva sparare a 180 gradi palle da una libra. (foto dalla rete)

La strana avventura dello smeriglio* Savorgnan

Posizionato inizialmente nella fortezza di Osoppo, in un luogo ignoto, venne “rapito” dalle soldattaglie francesi nel 1797, convinte di usarlo contro l’esercito austriaco, ma essendo inesperti si limitarono ad abbandonarlo in paese.

Quando cadde nelle mani austriache venne prontamente caricato su un carro, credendolo una potente artiglieria francese, ma mentre attraversavano la cittadina di Osoppo, cadde dal carro per i sobbalzi, finendo in una piccola palude, dove affondò. La palude con il tempo venne prosciugata e interrata dimenticandosi del cannoncino.

Nel 1908, durante i lavori per la costruzione di una strada, che casualmente attraversavano l’ex palude, dovettero scendere in profondità con gli scavi per zeppare il terreno e ritrovarono intatto lo smeriglio, il quale essendo profondato nel fango del fondale si è mantenuto intatto, persino l’affusto di legno è rimasto integro a causa della mancanza di ossigeno.

I cittadini più eminenti pensarono di donarlo al museo della città di Udine. Il prefetto di allora li convinse che un regalo al re sarebbe stato più consono all’onore di Osoppo. Decisero così di farlo partire. Vittorio Emanuele III ringrazio la cittadina per il dono e indirizzo il “pezzo” d’artiglieria al Museo dell’Artiglieria di Torino dove tutt’ora si trova.

Lo smeriglio, calibro 25 mm, è formato da due tronchi raccordati, mediante modanature, oltre gli orecchioni. La bocca di gioia è ornata da un capitello con gola, listello e foglie di acanto. La culata è dotata di plinto e retro di lampada. Lo scodellino presenta una decorazione a mascherone al focone. Sulla culatta è rilevabile lo stemma della famiglia Savorgnan di Osoppo a cui sono interposte le lettere GS e due rosoni. Sopra lo stemma e la modanatura che prende gli orecchioni è scolpito a rilievo San Marco in cattedra con il leone alato ai suoi piedi. Sotto lo stemma gentilizio sono presenti tre rosette pentalobate in linea, intervallate dalle lettere CA. poiché le rosette (penta o sesquilobate) sono le insegne della famiglia di fonditori veneziani Alberghetti, è presumibile che le iniziali indichino Camillo Alberghetti, maestro gettatore di questa artiglieria e attivo in quell’epoca a Venezia. Sull’orecchione sinistro è impresso 1580. (1)

(1) Alessandro Zanotto, Debora Gusson, Antonella Favaro.

Bibliografia

  • F. Gonella, Il Museo Nazionale d’Artiglieria di Torino, Voghera-Roma 1914.
  • G.Pavan, Palmanova fortezza d’Europa 1593-1993, Venezia 1993.

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