Ponte de la Pagia, sul Rio de Palazzo o de Canonica

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Ponte de la Pagia, sul Rio de Palazzo o de Canonica - San Marco/castello

Ponte de la Pagia, sul Rio de Palazzo o de Canonica. Molo San Marco – Riva degli Schiavoni

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in pietra. Ai piedi del ponte, verso il Palazzo Ducale, entro una nicchia, un bassorilievo raffigurante la Madonna (Madonna del Traghetto) col Bambino. Tra le due gondole, sottostanti l’immagine sacra, la data MDLXXXIII.

PAGLIA (Ponte della) sopra la Riva degli Schiavoni. Acquistò il nome non dalla paglia che si adoperava per lo mussete, antica cavalcatura dei nobili, le quali, durante le sedute del Maggior Consiglio, qui si lasciassero riposare, ma dalle barche cariche di paglia che qui facevano il loro stazio. Esiste una legge del 1285 in cui si legge : Palea non vendatur ad Pontem Paleae, ed un’altra del 1308 con cui si rifiuta ai venditori di paglia di ritornare a vendere la loro merce in questo sito. Inoltre il Sabellico, parlando di questo Ponte, dice: qui a venali palea quae nunc ad Georgii phanum venditur nomen habet. Finalmente la cronaca del Savina, parlando del dogado di Giovanni Delfino, eletto nel 1356, dice: In questo tempo fu fatto el ponte de piera a S. Marco che prima giera de legno, e se chiama el ponte della pagia perché in quel luogo se ridussero le barche de pagia. Ciò avvenne precisamente, secondo il libro Novella, nel 1360. Di un restauro del Ponte della Paglia e Riva seguente fanno cenno gli Annali del Malipiero con le parole: A 20 de Marzo (1462) fo principià l’opera del ponte della Paglia, e se continuete fino ai forni, e se restò perché se comenzò la guerra coi Turchi.

Non lungi dal Ponte della Paglia esisteva un’antica osteria all’insegna della Serpe, narrando l’Erizzo nella sua cronaca che nel 1483 di febbrajo M. V. venne a Ven.a una ambasceria del Turco, la qual fu messa al hostaria della Serpe in cao del Ponte della Paja. E prima, cioè l’ultimo aprile dell’anno 1372, un Sanuto, hospes ad Serpem, venne carcerato, multato, e privato dell’esercizio perché, con l’intendimento d’appropriarsele, aveva nascosto le robe di un certo Antonio, morto alla sua osteria.

Presso questo ponte si solevano esporre i cadaveri degli annegati, perché ne potesse succedere il riconoscimento.

Esso venne ampliato nel 1843 a spese civiche. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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