Molino Oexle, Chiesa di San Girolamo, nel Sestiere di Cannaregio

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Chiesa di San Girolamo - Sestiere di Cannaregio

Molino Oexle, Chiesa di San Girolamo, nel Sestiere di Cannaregio

Un incendio nel 1705 distrusse la chiesa e il monastero delle monache agostiniane. Entrambi vennero ricostruiti su progetto dell’architetto Domenico Rossi. In seguito alle soppressioni napoleoniche, nel 1807, la chiesa ed il convento vennero adibiti ad altri usi, mentre gli arredi interni furono venduti all’asta.

Friedrich Christian Oexle (1801-1864), nativo di Augsburg in Baviera, era uno degli stranieri immigrati a Venezia che aveva deciso di risiedervi stabilmente. Nel 1840, acquistò all’asta l’area ex-conventuale di San Girolamo, e adattò la settecentesca chiesa a molino e l’alto campanile a fumaiolo. Costituita una società in accomandita con un tirolese, Oexle dotò lo stabilimento molitorio di un modernissimo meccanismo a cilindri. Oltre a rifornire i fornai della città, avvalendosi delle facilitazioni doganali del porto franco, il molino, quattro anni dopo, inviava con una certa regolarità carichi di farina persino in Brasile. Ma negli anni successivi il 1860, con l’acuirsi della concorrenza, obbligarono il molino a ridimensionare la sua attività e a vivere anni di sostanziale declino. Dopo un rilevante periodo di inattività, gli impianti furono rimessi in funzione, per bloccarsi definitivamente nel 1870 in seguito all’introduzione della tassa sul macinato. (1) Il campanile, pericolante, venne successivamente demolito.

Nel 1831 il convento venne occupato dalle Suore Maestre di Santa Dorotea, e nel 1958, dopo un totale restauro, la chiesa venne riaperta al culto.

(1) Adolfo Bernardello Venezia 1830-1866. Iniziative economiche, accumulazione e investimenti di capitale. Il Risorgimento, 1 (2002), pp. 5 – 66

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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