Marcello Tegalliano. Doge II. Anni 717-726

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Marcello Tegalliano. Doge II. Anni 717-726.

Passato alla seconda vita il dogo Anafesto, si adunarono tosto i cittadini di nuovo in Eraelea per dargli un successore. Si raccolsero quindi i suffragi sulla persona di quel Marcello Tegalliano, già maestro dei Militi, del quale giovato si era Anafesto, per conchiudere il trattato di alleanza con i Longobardi, e stabilire i confini del Veneto ducato.

Così asseriscono alcuni storici: altri, in quella vece, tacendo cotal circostanza, narrano solo essere stato egli fornito di somma bontà, ed aver conservata la pace, nuovo Numa, instituendo santissime leggi, e facendo costruire forti alle bocche dei fiumi, e certo numero di barche armate affine di guardar l’isole dalle scorrerie dei pirati.

L’atto maggiore, che ci fece però durante il suo reggimento, fu quello di proteggere con l’autorità del suo nome il patriarca di Grado, Donato, il quale, assalito nuovamente dal patriarca di Aquileia, Sereno, a cagione di vantati diritti sopra quella giurisdizione patriarcale, era corso con le proprie armi sulle terre di Grado, devastandole.

Per la qual cosa si interpose Marcello, serivendo a papa Gregorio II, affinché intimasse a Sereno di non invadere alcuna parte del territorio appartenente alla giurisdizione gradense, ottenendo infatti lo scopo delle sue mediazioni, e sì che si quietarono, per allora, le ostilità fra quei due patriarchi.

Dopo di avere ducato Marcello nove anni e ventun giorno, moriva, ed era sepolto in Eraelea. (1)

(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto.  Venezia MDCCCLXI

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