Famiglia Cornaro o Corner

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Stemmi della famiglia Cornaro o Corner. Famiglie Venete con le loro armi. Biblioteca Estense universitaria

Famiglia Cornaro o Corner

Dalla gente romana Cornelia, molto illustre nell’antica storia, trasse origine la casa Cornaro veneziana, e ciò per sentimento del Crescenzio, dell’Orsato, del Motti e dello Zabarella, il quale ultimo afferma anzi essere stato primo stipite della caso in parola Publio Cornelio Scerapione, pontefice massimo e console, il quale, passato a Padova, vi propagò la famiglia Cornelia, e fu avo di quel Cajo Cornelio augure celebratissimo, che dimorando in Padova, divinò gli avvenimenti lontani del memorabile conflitto tra Cesare e Pompeo in Farsaglia. I posteri poi di costui si ridussero nelle isole della Venezia, nella persona, dice il citato Zabarella, di Simeone Giunone, che con altri Padovani edificarono Rialto. Non mancano però altri, come il Frescot, che dicono, venuti i Cornelii da Roma in Rimini e poscia nelle isole. E certo tuttavia che per sentimento comune di tutti gli scrittori la casa Cornaro provenne dai Cornelii di Roma, intorno e che è da vedersi il Cappellari, nel suo Campidoglio Veneto, il quale raccolse diffusamente le sentenze di ogni scrittore. Trapiantata adunque la casa in parola nelle isole, fu una delle prime dodici, dette, per il numero, apostoliche, in cui fu costituito il primo corpo della nobiltà patrizia, sicché produsse tribuni antichissimi, e poscia numero immenso d’uomini illustri. Quindi eresse molti splendidi palazzi, contribuì alla rifabbrica della chiesa dei Santi Apostoli, e innalzò monumenti cospicui in molte chiese di Venezia e fuori, ove non è a dire quante altre memorie onorate conserva. (1)

Cosi scrive il Cappellari nel Campidoglio Veneto di questa famiglia: Fu questa nobilissima casa una delle prime dodeci, delle quali venne anticamente composto il corpo della Nobiltà Patritia di Venetia, et così in ogni tempo ha prodotto larga copia di Cardinali, Prelati, Dogi, Procuratori di S. Marco, Generali, Senatori, et altri soggetti insigni che fra tant’ altre la rendono chiara e distinta; nè mancarono alla stessa gli honori regii, mentre Catterina, figlia di Marco Cornavo, fu coronata Regina di Cipro. Furono poi nella famiglia Cornaro le Signorie e Dominii d’Argo, di Napoli, et altri luoghi della Morea. Hebbe feudo sopra Negrapante, e fu signora dell’isola di Scarpanto, d’Arbe, et della Piscopia, castello nel regno di Cipro, o, come altri vogliono, isola dell’ Arcipelago, et in oltre, essendo, per opera di Giorgio Cornero, pervenuto il regno di Cipro in potere della Repubblica, furono allo stesso donati 14 Casali in quell’ isola, chiamati la Commenda Piccola; indi, vacata la Commenda Grande, fu parimenti donata a questa casa con obbligo di conoscere li cavalieri di Rodi ecc.

Nacque nel 1454 la celebre Catterina Cornaro, che, impalmata da Jacopo di Lusignano, divenne regina di Cipro. È noto come, rimasta vedova, cedesse nel 1489 il regno alla Repubblica, riportandone in cambio il castello d’ Asolo sui colli Trivigiani. Colà si circondò di una picciola corte, primo ornamento della quale era l’eruditissimo Pietro Bembo. Senonchè al tempo della lega di Cambrai, per sfuggire i pericoli della guerra, si ritirò a Venezia nella magione dei suoi padri, ove morì nel 1510, in età di 54 anni. Fu sepolta nella chiesa dei Santi Apostoli, donde nel 1663 venne traslocata in quella del Santissimo Salvatore, essendole eretto apposito monumento, lavoro di Bernardo Contin. Più non esiste però l’antico palazzo Corner in cui nacque e morì Catterina. Quello che ora si scorge si fabbricò sull’’area dell’antico l’anno 1724, per opera dell’architetto Domenico Rossi. (2)

Molti sono gli scudi usati in vari tempi da questa casa, annoverandone fino a sedici il Coronelli. Il Cappellani però ne distingue sei soltanto, siccome i soli adoperati al suo tempo. Il primo, partito d’oro e di azzurro, che è quello che si doveva sottoporre al ritratto del nostro doge ma che per lo sbaglio dell’incisione, fu cangiato con l’altro doge Antonio Veniero, sotto del quale poi, in conseguenza dello stesso errore, fu posto il descritto del Cornaro. Il secondo, partito pure d’oro e di azzurro, con una corona nel centro dei colori contrapposti. Il terzo, partite similmente d’oro e di azzurro, con due tronchi, l’uno sopra l’oro, l’altro sull’azzurro dei colori contrapposti, e questi vogliono che fossero inseriti per concessione di un principe di Palestina. Il quarto, partito come sopra ma con l’azzurro a sinistra e l’oro a destra, ha nel mezzo uno scudetto d’oro, carico di un’aquila nera, concessa dall’impero. Il quinto è quadripartito colle armi di Gerusalemme e di Cipro, e con uno scudo in mezzo partito d’oro e d’azzurro. Il sesto, finalmente, è partito con l’arma dei Lusitani a destra e la Cornaro a sinistra. (1)

(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI

(2) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. Tipografia Grimaldo Venezia 1872

I dogi della famiglia:

Marco Cornaro. Doge LIX. Anni 1365-1368
Giovanni I Cornaro. Doge XCVI. — Anni 1625-1629
Francesco Cornaro. Doge CI. – Anni 1656-1656
Giovanni II Cornaro. Doge CXI. – Anni 1709-1722

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Fondamenta de la Tana, 2130 (Castello) – Salizada San Luca, 4195 (San Marco) – Chiesa dei Frari, 3012 (San Polo) – Campo San Luca, 4591 (San Marco) – Salizada Streta, 103 (Castello).

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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