Le patere degli antichi palazzi Zane, in Campo Santa Maria Mater Domini, nel Sestiere di Santa Croce

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Palazzi Zane. Campo Santa Maroa Mater Domini. Sestiere di Santa Croce

Le patere degli antichi palazzi Zane, in Campo Santa Maria Mater Domini, nel Sestiere di Santa Croce

Si trova nelle cronache che ambedue i palazzi nel 1310 vennero bollati con il leone di San Marco, avendo questo ramo dalla famiglia Zane partecipato alla congiura del Tiepolo. L’edificio di stile gotico presso la chiesa, ha tuttora nel cortile interno un pozzo sopra il cui anello è scolpita la volpe rampante, stemma della famiglia Zane. L’altro ricorda le antiche costruzioni Veneziane col tetto proteso, e gli archi di stile bizantino.

Nomina il Barbaro un Andrea Zane che viveva in contrada di Santa Maria Mater Domini nel 1297. E si legge nel Sanuto che signore della festa data in Ca’ Venier dalla compagnia della Calza, detta degli Ortolani, il 24 gennaio 1521 M. V. per l’accettazione nella compagnia medesima del principe di Bisignano, fu Antonio Zane q. Hieronimo da Santa Maria Mater Domini, il quale ballò assai per esser zovene, bello et gaiardo, e facile a innamorarsi

Sul primo di questi due palazzi, il palazzo in stile gotico, sono infisse quattro patere con simboli zoomorfici che si possono così descrivere nelle loro figurazioni: una patera con un uccello che becca sul capo un leporide (simbolo della forza divina che domina e vince la lussuria); una patera molto corrosa con un felide che azzanna ai lombi un canide; una patera un uccello che becca sul capo un leporide; una patera con due oche con i colli incrociati e con i becchi congiunti (simbolo della concordia).

Nell’altro palazzo, in stile veneto-bizantino, sono invece infisse otto patere con simboli zoomorfici e quattro croci che si possono così descrivere: una patera con due canidi addorsati le teste affrontate le bocche congiunte; una patera con due grifoni addorsati le teste affrontate i becchi congiunti; una patera molto corrosa; una patera molto corrosa con un uccello che becca sul capo un canide; una patera con due canidi addorsati le teste affrontate con le bocche aperte; una patera con due grifoni addorsati le teste affrontate con i becchi congiunti; una patera con due canidi addorsati le teste affrontate e con le bocche aperte; una patera con due palmipedi con i colli attorcigliati e i becchi congiunti (simbolo della concordia); una croce con ramaglie e una mano benedicente ((la mano di Dio) tra il sole e la luna; tre croci con ramaglie e foglie. (1)

(1) sul significato dei simboli cfr.: Giuseppe Marzemin. Le antiche patere civili di Venezia. Ferdinando Ongania editore Venezia 1937; Angelica Tonizzo e Maria Rosa Sunseri. Patere a Venezia. Tipo-litografia Pistellato Marghera-Venezia 1999; Espedita Grandesso. I portali medievali di Venezia. Edizioni Helvetia 1988.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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