Le formelle antiche del Fontego dei Turchi

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Fontego dei Turchi. Sestiere di Santa Croce

Le formelle antiche del Fontego dei Turchi

Le formelle, dal secolo VIII al X scolpite a simboli religiosi, del Fontego dei Turchi, in parte furono rinvenute fra i ruderi prima del restauro, altre furono donate da benemeriti, o con diligenti ricerche raccolte.

Delle sedici antiche formelle di marmo greco variamente scolpite ed interpretate: otto esistevano fra le macerie in una soffitta del Fondaco; la nona fu trovata all’atto di costruire un pozzo, la decima fu donata da Venceslao Martinengo dalle Palle, l’undicesima dall’Amministrazione dei Luoghi Pii, e le altre cinque dal Convento di San Francesco della Vigna, che diede anche il parapetto con i due animale lottanti. (1)

Delle otto formelle ritrovate nella soffitta del fondaco se ne descrivono brevemente sette nel seguito.

La prima di queste formelle rappresenta due pavoni posti uno per parte di una piccola colonna, che bevono da un vaso sorto sul suo capitello e sopra svolazzano due colombe, allorchè dal secolo III al VII, quando i simboli avevano il loro sostegno nelle sacre Scritture, si vuole che alludesse alla nuova vita ricevuta dalle acque del battesimo.

La seconda formella rappresenta una cerva che becca dell’uva, e sopra sono due colombi con il collo intrecciato, allorché nelle dette epoche primitive del Cristianesimo, quando la scultura ornamentale era la maggior parte simbolica, fu da alcuni interpretato figurasse il peccatore che ritorna a Cristo e la redenzione dell’anima.

La terza formella rappresenta la lotta fra un leone che afferra un cervide, e sul dorso del leone si erge una colonna con i due pavoni, sul collo dei quali poggiano due colombe. Se si volesse dare a questa scultura un significato simbolico conforme alle precedenti ipotesi, potrebbe dirsi: che la lotta fra i due animali indicasse il trionfo del leone di Giuda sopra lo spirito del male, e le due colombe ed i pavoni che bevono alla colonna mistica sorretta dal leone alludessero alla immortalità ed alla redenzione

La quarta formella rappresenta la lotta di un grifone che afferra un equino, e sotto sono due leoni, quasi in profilo con la testa rivolta all’indietro.

La quinta formella porta scolpita una palma, alla quale appoggiano, uno per parte, due pavoni e sopra stanno due grifi guardantisi a vicenda. La fascia di contorno, fra i soliti cordoni di prismi alternati, è di puro verde antico.

La sesta formella ripete, con qualche varietà, i due pavoni che bevono, la colonna e le colombe, e finalmente la settima formella, che mostra un ramo di pianta al cui piede sono due canidi che lo mordono, e sui rami, colombe e uccelli che beccano le foglie o che si volgono il dorso.

Le dette significazioni dei simboli si sono qui riportate come semplici congetture, accolte in generale da accreditati scrittori sulle sculture simboliche religiose usate dai cristiani nelle prime epoche, che furono in seguito commiste a rappresentazioni storiche tolte dai santi libri, e ad imitazioni varie, variamente interpretate. (2)

(1) Espedita Grandesso. I portali medievali di Venezia. Edizioni Helvetia 1989

(2) Agostino Sagredo e Federico Berchet. Il Fondaco dei Turchi in Venezia. Stabilimento di Giuseppe Civelli Milano 1850.

Da sinistra a destra, dall’alto in basso: Formella n.1 ; formella n. 3; Fontego dei Turchi; formella numero 5; Formella n.6 ; Fontego dei Turchi; formella n. 7; formella numero 4; formella n. 2;  

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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