Le Scuole a Venezia nel Quattrocento

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Edificio del Teatro dell'Anatomia. San Giacono da l'Orio nel Sestiere di Santa Croce

Le Scuole a Venezia nel Quattrocento

Non vi era città in Italia che avesse nel secolo XV tante scuole di cultura superiore come Venezia. Fin dal 1446 venne stabilito dal Maggior Consiglio un metodo di pubblico insegnamento per istruire i giovani nella conoscenza delle leggi, degli usi e delle abitudini della patria e la scuola venne aperta a San Maurizio in cui teneva cattedra di legge Domenico Bragadino ed insegnava morale Lauro Querini.

Tre anni dopo dava pubbliche lezioni alla Misericordia vicino alla chiesa, Paolo della Pergola insegnado filosofia, geometria e matematica; egli avrebbe voluto istituire nella scuola un Rettore governativo e l’obbligo d’iscrizione per parte degli studenti, ma il Consiglio dei Dieci, con pensiero eminentemente liberale si oppose il 17 giugno proclamando il principio della libertà dello studio senza condizioni.

Nella contrada di San Giovanni Evangelista vi era una scuola dove mattina e pomeriggio si tenevano letture di filosofia e teologia da professori stipendiati dal Governo fra i quali si distingueva per dottrina il patrizio Antonio Correr. Un istituto medico, che aveva facoltà di concedere diplomi, si trovava a San Luca; una sala anatomica si apriva a San Paternian e una a San Giacomo dall’Orio per merito del celebre medico Alessandro Benedetti; e nel 1470 il pontefice Paolo II, Pietro Barbo veneziano, aveva con sua bolla conferiti i privilegi universitari al Collegio delle Arti Libere e dei Fisici a San Giovanni in Bragora.

Altro istituo scolastico sorgeva a San Marco vicino al campanile e vi insegnava umanità Giorgio Valla e dottrina storica Marc’Antonio Sabellico, istoriografo della Repubblica.

Benedetto Brognolo da Legnago dava lezioni nella cancelleria ducale di scritto pubblico e privato e notariato a quelli che si volevano preparare alla carriera degli uffici, e in campo San Giovanni alla Giudecca aveva nel 1884 aperto una scuola di filosofia Emolao Barbaro. Non parlando della Università di Padova, il cui splendore era dovuto in massima parte al Governo della Repubblica, ed aveva fama mondiale, molte scuole sorgevano nelle altre città del Veneto ed in quelle d’oltremare come in Cipro e in Dalmazia. (1)

(1) Giovanni Malgherotto. IL GAZZETTINO, 30 aprile 1926.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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