La “Moretta”

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Felice Boscaratti. La moretta

La “Moretta”

La moretta era un maschera ovale di velluto nero, portata esclusivamente dalle donne, che si reggeva sul volto, non con l’uso di lacci, ma trattenendo con i denti un bottoncino interno che stava al posto dell’apertura per la bocca. La maschera era chiamata anche muta perchè il modo di portarla impediva alle dame di parlare.

Questa è la descrizione che della maschera da il Grevembroch nel suo “Gli abiti de veneziani di quasi ogni età con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII“: Altre volte non era impegno dispendioso lo vestire una Donna in Mascara, come altresì appresso le Femmine non era sì radicata la voglia di uscire da casa anche ne giorni feriali. I Capi di Famiglia, e li Mariti conducevano le Mogli, e le Figliole alla Piazza, alle visite dei Parenti, ed alli Parlatorij delle Monache, con l’Abito usato da loro fra l’anno, è coperto il viso da una Moretta di veluto nero, mediante la quale risplendeva la bianchezza delle carni, e rendevasi la Persona più apparente, facendo spicco le Giovani del proprio brio. L’invenzione di si commode Morette pervenne dalla Francia, e riuscì in si fatta guisa gradita, stante il non occupare il vermiglio della Faccia, l’ornamento dei biondi Capelli, e li altri abbigliamenti della Dote, quali cose non sproporzionati alla economia, ed al dissipamento della Dote, quali cose mettampoco turbavano al delicato temperamento delle Donne, che dovevano accrescere con la generazione quella Stirpe, con cui o si erano di già congiunte, e doveano collocarsi. (1)

(1) Giovanni Grevembroch. Gli abiti de veneziani di quasi ogni età con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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