Compagnia Generale delle Acque, Rio Terà Sant’Andrea, nel Sestiere di Santa Croce

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Il cisternone dell'acquedotto di Venezia. Rio Terà Sant'Andrea - Sestiere di Santa Croce

Compagnia Generale delle Acque, Rio Terà Sant’Andrea, nel Sestiere di Santa Croce

Nel luglio 1874, una commissione comunale, sceglieva tra sei progetti, quello della società L.A. Ritterbandt e D.Croll Dalgairns di Londra per la realizzazione del nuovo acquedotto di Venezia. L’acqua era quella dalla Seriola, un canale costruito tra il 1609 e il 1611, che prelevava l’acqua dal Brenta, all’altezza di Dolo, e la portava in località Moranzani. Il contratto venne stipulato il 26 giugno 1876, ma tre anni dopo la francese Compagnie Générale des eaux pour l’étranger rilevava la concessione, quindi il diritto di realizzare l’acquedotto. Erano previsti la costruzione di un canale di derivazione da Stra a Dolo; la realizzazione ai Moranzani di filtri, serbatoi e macchine di elevazione; la canalizzazione dell’acqua a Venezia mediante un tubo sublagunare, e l’esproprio di immobili e terreni. Alla Stazione Marittima, inoltre, si prevedeva la costruzione di un cisternone che raccogliere l’acqua convogliata dal tubo sublagunare.

Il 15 maggio 1880 Prefetto di Venezia Sormani-Moretti, dichiarava la costruzione dell’acquedotto intervento di pubblica utilità. Così, tra le fine del 1880 e l’inizio del 1881, partirono i lavori di realizzazione delle canalizzazioni e della rete di distribuzione, necessaria per rifornire cisterne e fontane pubbliche. Nel frattempo le Ferrovie ottennero il trasferimento del cisternone della stazione Marittima a Sant’Andrea. Nel febbraio 1884 l’acqua della Seriola cominciava a rifornire i pozzi e le fontane di Venezia, per l’occasione, in Piazza San Marco venne allestita una fontana dalla quale sorgava l’acqua dell’acquedotto.

Con il passare degli anni le reti di adduzione e distribuzione vennero allargate e migliorate. Il 7 marzo 1898 l’acquedotto arrivava a Murano: il primo zampillo viene festeggiato con luminarie, banchetti, pesca di beneficenza e una regata straordinaria. Qualche mese dopo la Compagnia presentava un progetto per portare l’acqua corrente anche alla Giudecca e al Lido.

Il 18 luglio 1911 una rottura del tubo sublagunare lasciava a secco Venezia, le isole e l’Estuario per ben otto giorni; si decise allora il potenziamento dell’acquedotto. Due mesi dopo, il Consiglio municipale approvava il nuovo contratto tra il Comune e Compagnia per la costruzione di una nuova condotta sublagunare dalla Gazzera (dove nel 1914 venne costruita una centrale) a San Giuliano, e di due tubi che da lì arrivavano al cisternone di Sant’Andrea. (1)

Dal 1 gennaio 1974 il Comune di Venezia, assunse la gestione diretta del servizio Acquedotti Comunali di Venezia insulare e della Terraferma. L’Amministrazione Comunale, riconoscendo la necessità di ristrutturare i servizi idrici garantendone la massima funzionalità ed efficienza, nel giugno 1977 costituì l’Azienda Servizi Pubblici Idraulici e Vari (ASPIV). L’ASPIV confluiva il 5 dicembre 2001 nella società Venezia Servizi Territoriali Ambientali (VESTA), che a sua volta confluiva (nel 2007, con altre tre società della provincia di Treviso e Venezia) nella società Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi (VERITAS).

(1) Museo dell’acquedotto di Venezia. https://www.gruppoveritas.it/museo-dell-acqua/

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Moranzani Mandracchio (punto terminale della Seriola), Moranzani (il Canale Bondante), Dolo (presa della Seriola), Moranzani Idroforo (pompaggio dell’acqua sul tubo sublagunare), Moranzani (chiusa sul Canale del Purgo), Dolo Seriola.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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