Fonderia artistica Valese, in Fondamenta Gasparo Contarini, nel Sestiere di Cannaregio

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Interno della Fonderia artistica Valese di Semenzato Carlo - Sestiere di Cannaregio

Fonderia artistica Valese, in Fondamenta Gasparo Contarini, nel Sestiere di Cannaregio

Fu Luigi Valese ad avviare la fonderia nel 1913, e per tutto il Novecento ne diresse l’attività assieme ai figli Giovanni e Mario. All’inizio degli anni Quaranta la fonderia contava trenta dipendenti, fondeva di tutto; dalle eliche in bronzo a tre pale agli accessori per le borse. Negli anni sessanta e settanta il successo della fonderia prosperò, grazie anche all’attività dell’americano Lester Berry; forniture per la Casa Bianca, pomelli di ottone, applique, accessori per i teatri, vennero esportati numerosi negli Stati Uniti. Nunerose sono anche le tracce dell’attività della Valese a Venezia, basta ricordare i lampioni danneggiati durante il concerto dei Pink Floyd nel 1989, riparati dalla fonderia. Dopo essere stata ubicata in diversi punti della città (Crosera San Pantalon, San Lio, etc.), la fonderia trovò la sua definitiva destinazione, nel 1965, in Fondamenta Gasparo Contarini, alla Madonna dell’Orto. Nel 2006, la fonderia passò nelle mani di Carlo Semenzato, che ora ne dirige l’attività.

Il sistema usato è il più tradizionale che utilizza la sabbia di Fontainbleu. L’azienda è una delle ultime rimaste che eseguono la formatura a tassello. Dentro ad un telaio fatto in legno o ferro, chiamato staffa o libro (perché si apre in due metà), viene pressata la sabbia che accoglie per pressione l’impronta dei modelli originali che si vogliono riprodurre, e la fissa in due parti, un sopra ed un sotto, combacianti come le valve di una conchiglia. Aperta poi la staffa ed estratti i modelli, si predispone un sistema di canali di alimentazione in cui il metallo fuso potrà scorrere nella sabbia e raggiungere le parti vuote lasciate dai modelli. Il metallo, ottone o bronzo, viene portato allo stato liquido in un forno tra 950-1000 gradi.

Viene prelevato con delle tazze di colata e versato nei canali di alimentazione. Quando il metallo torna alla normale temperatura, quindi allo stato solido, si rompono gli stampi e si estraggono i pezzi fusi che poi si separano dai canali di alimentazione con una sega e si passa alla rifinitura, pulitura e cesellatura. È attraverso questo procedimento che ogni giorno nascono maniglie in stile 7-800 e impero, batacchi a forma di testa di leone, campanelli e targhe, corrimano, fregi per mobili, lampadari ed appliques in stile olandese-fiammingo ed impero, maschere originali della commedia dell’arte, pregiati leoni tra cui quelli del Canova e le riproduzioni dei monumenti più famosi di Venezia, tra cui la statua equestre di Bartolomeo Colleoni del Verrocchio. (1)

Punti di forza della produzione della fonderia Valese sono i cavài (cavalli) in ottone, che sono dei componenti dell’arredamento di una gondola. I cavài sono una coppia di cavalli marini o di altre figure allegoriche (tritoni, ninfe, delfini, etc.), posti sui lati al centro della gondola, che servono a reggere i cordoni dove sono inseriti i maniglioni, utilizzati dai passeggeri per tenersi ed alzarsi dal sentàr.

(1) www.valese.it e altri documenti della Fonderia Valese

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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