Fabbrica di biscotti Angelo Colussi, giardino di Palazzo Zanardi a Santa Caterina, nel Sestiere di Cannaregio

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Biscottificio Angelo Colussi, Palazzo Zanardi sul Rio de Santa Caterina, nel Sestiere di Cannaregio

Fabbrica di biscotti Angelo Colussi, giardino di Palazzo Zanardi a Santa Caterina, nel Sestiere di Cannaregio

I Colussi erano migrati da Pianàz di Zoldo Alto a Venezia alla fine del ‘700, per vendere zalèt, bussolài, paste e biscotti. Furono prima venditori ambulanti (a), poi riuscirono a stabilirsi definitivamente a Venezia. Nel 1880, Giacomo Colussi, aprì un esercizio di pane in Rio Terà San Leonardo, seguito dal figlio Sante e dai nipoti Eugenio, Giacomo e Cesare. Furono i figli di Giacomo e di Cesare, che passarono successivamente a produrre biscotti. (1)

Nel 1911 Angelo Colussi (probabilmente figlio di Giacomo), con i proventi ottenuti dalla vendita di alcuni immobili, fondò una fabbrica di biscotti, che poi si specializzò nella produzione dei Baicoli (b), i famosi biscotti dell’antica tradizione veneziana. Lo stabilimento continuò la produzione anche nei primi anni di guerra, ma dovette interrompere l’attività quando gli austriaci minacciarono di arrivare a Venezia; la produzione riprese solo dopo la fine delle ostilità. Nel 1920 la fabbrica si ingrandì con l’acquisto di un forno a riscaldamento indiretto con il carbone, due camere di cottura con tubi per distribuire il calore, impastatrici, laminatoi e una macchina stampatrice. La produzione superò il quintale di biscotti l’ora e l’impianto occupava 50 operai. (2)

Nel 1921 Angelo acquistò Palazzo Zanardi, e vi costruì, dove c’era il giardino, la nuova fabbrica. Il Palazzo Zanardi costruito nel XVI secolo, nel corso degli anni, fu venduto e acquisito da varie celebri famiglie veneziane, ampliato e dotato del giardino sul retro. Nel 1661 il palazzo passò a G. Andrea Zanardi diventato nobile veneziano durante la guerra di Candia nel 1653. Gli Zanardi continuarono a viverci fino al 1757. Appartenne in seguito al nobile Paolo Savorgnan, e fu venduto nel 1873 a Giovanni Enrico Heinzelmann e oggetto di numerosi lavori di ristrutturazione tra il 1886 e il 1887. (3)

Con gli anni Trenta, allargatasi la produzione ai panettoni, ai wafer e alla pasticceria, Angelo Colussi decise di aprire alcuni negozi per vendere direttamente i suoi prodotti: alla metà del decennio si contano 14 punti vendita (sei a Venezia, uno al Lido di Venezia, uno a Mestre, uno a Padova, uno a Vicenza, uno a Udine, uno a Trieste e due a Milano). Nel 1936, venne affidata, al figlio Giacomo, la gestione della fabbrica di biscotti di Vittorio Veneto, appena acquisita dal padre.

Giacomo Colussi organizzò dapprima il lavoro in due turni, portò la produzione da tre a sedici quintali al giorno, e nel giro di pochi anni, adottando i tre turni su tutte le 24 ore, portò l’impianto alla produzione di 24 quintali giornalieri di biscotti.

Forte dell’esperienza maturata nelle attività di famiglia, Giacomo Colussi decise allora di avviare una nuova attività imprenditoriale in proprio a Perugia, per la quale ottenne il sostegno finanziario del padre. Al Nord sarebbero rimasti i fratelli Alberto e Sandro a gestire gli impianti di Vittorio Veneto prima, e di Voghera poi, sotto il marchio Colussi Milano. (2)

(a) Come quelli che vendevano zalét, croccanti, caramèi, pere e mele cotte, portati dentro un cassetta di legno, vetri ed ottoni, appoggiata sul petto e sostenuta da cinghie o portata al braccio.

(b) “No gh’è a sto mondo, no, più bel biscoto, più fin, più dolce, più liziero e san per mogiar nela cicara o nel goto, del Baicolo nostro Venezian“. Scritta che figurava nelle classiche scatole di latta per baicoli.

(1) ESTER CASON ANGELINI. Gelati percoot caramèi fave pastìn. La ricchezza della tradizione culinaria zoldana.

(2) www.imprese.san.beniculturali.it

(3) http://www.veneziaconventionbureau.it/portfolio-items/ca-zanardi/

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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