Quartiere dello IACP, nell’Isola di Mazzorbo

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Quartiere PEEP (Piano edilizia economica popolare), nell'Isola di Mazzorbo

Quartiere dello IACP, nell’Isola di Mazzorbo

L’area prescelta per l’inserimento del nuovo quartiere pubblico si trova a circa 10 km da Venezia, nella Laguna veneta, e precisamente sull’isola di Mazzorbo, collegata da un lungo ponte di legno pedonale alla più conosciuta isola di Burano. Rientra nel piano Peep Burano-Mazzorbo del Comune di Venezia, finalizzato a ripopolare l’isola e prevede zone di residenza, servizi, verde attrezzato e non.

De Carlo interviene con un doppio incarico; per il Comune di Venezia attua la realizzazione del progetto planivolumetrico dell’area, per lo IACP l’edificazione di 36 alloggi. La particolare delicatezza e singolarità dell’ambiente lagunare richiedono all’architetto specifici studi preliminari sull’inserimento paesistico e sulla cultura dell’abitare tipica degli isolani, che culminano nei due aspetti più rilevanti della progettazione: ricerca dell’integrazione dei percorsi di terra e acqua e sviluppo delle tipologie di alloggi, distinte in nuclei “mazzorbini” e “buranelli” a seconda della provenienza e delle esigenze degli abitanti.

Al primo lotto residenziale di 36 alloggi, già costruiti e commissionati dallo Iacp, avrebbe dovuto seguire un intervento 4 volte più esteso, poi invece molto ridimensionato e ridotto ad altri 15 gli alloggi Iacp, con riqualificazione del campo sportivo e una nuova palestra dotata di tribune (variante Peep). La complessa articolazione volumetrica ricercata per ogni unità abitativa, sottolineata da un efficace cromatismo mutuato dall’isola di Burano, rende l’insediamento residenziale nuovo per il linguaggio moderno con cui è realizzato, ma perfettamente inserito nel delicato equilibrio naturale di terra, acqua e cielo, spazi tradizionali e caratteristici dell’ambiente laguna. (1)

TOPONOMASTICA:

Le nuove strade che si vennero a formare in seguito alla nuova urbanizzazione furono chiamate: Campiello Rino Bassan, Calle Larga Rino Bassan, Campiello Umberto Moggioli, Campiello Mario Vellani Marchi, Campiello Pio Semeghini, Campiello Gino Rossi, Campiello Carlo Zorza, Campiello Santo Stefano, Fondamenta Sant’Eufemia, Campiello Santi Cosma e Damiano, Campiello San Michele Arcangelo, Campiello Santa Maria Valverde

Rino Bassan Medico condotto dell’isola di Burano, fu socialmente molto attivo, sempre tra i promotori delle principali iniziative culturali dell’isola e presidente della società di calcio buranella.

Umberto Moggioli Nasce a Trento nel 1886, da Costante, di professione fornaio, e Elena Marchi. Nel 1904 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia grazie alla donazione del mecenate Antonio Tambosi. Durante gli studi a Venezia sono forti le suggestioni architettoniche, pittoriche e paesaggistiche unite allo studio di pittori del passato come Tiziano, Tintoretto e Tiepolo. Diplomato nel 1907, parte nel 1908 per il suo primo soggiorno romano per frequentare la scuola serale francese di nudo. Nonostante ciò questo periodo porterà Moggioli a dedicarsi principalmente alla pittura di paesaggio, vicina alla sua voglia di solitudine e meditazione. Insieme alla moglie si trasferisce nel 1911 in una casa a Burano, dove conosce il critico Barbantini, direttore di Ca’ Pesaro, e i pittori Gino Rossi, Tullio Garbari, Luigi Scopinich, Pio Semeghini e Felice Casorati. Il periodo veneziano si interrompe nel 1915 quando Moggioli, legato da fraterna amicizia a Cesare Battisti, si arruola come volontario nella Legione trentina di Verona. Come cartografo è inviato sul fronte Tridentino in Vallagarina, dove si occupa di rilevamenti, piante e plastici fino al 1916, anno in cui viene riformato a seguito di una grave malattia. Moggioli muore a trentadue anni colpito dalla febbre spagnola il 26 gennaio 1919 a Roma. (2)

Mario Vellani Marchi Nato a Modena nel 1895, vi studia nella locale Accademia di Belle Arti dove è allievo di Giuseppe Graziosi e di Pio Semeghini. Prende parte come ufficiale alla Prima guerra mondiale. Nel 1924 è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia; negli anni successivi tornerà a prendervi parte in altre undici edizioni. Si trasferisce a Milano nel 1925; conosce Orio Vergani e Riccardo Bacchelli ed è tra i fondatori del cenacolo artistico di via Bagutta. È fra i pittori che l’imprenditore Giuseppe Verzocchi contatta per la sua raccolta di opere sul tema del lavoro: tra il 1949 e il 1950, Vellani Marchi realizza le Piccole merlettaie buranelle (1949-1950), quadro che, insieme all’Autoritratto, è oggi conservato nella Collezione Verzocchi, presso la Pinacoteca Civica di Forlì. Muore a Milano nel 1979. (2)

Pio Semeghini Nasce a Bondanello di Quistello, in Provincia di Mantova, terzo di quattro fratelli. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Modena e di Firenze, si reca nel 1899 a Parigi. Vive di lavori saltuari, frequentando assiduamente i musei della città e la numerosa comunità di artisti italiani, tra cui Filippo de Pisis, Ardengo Soffici, Gino Severini e Amedeo Modigliani. Probabilmente a partire dal 1902 ritorna d’estate in Italia, frequentando Burano dal 1911, dove forma con Gino Rossi, Umberto Moggioli e Arturo Martini e altri, un sodalizio artistico che verrà impropriamente chiamato la scuola di Burano. Nell’estate 1919 espone per la prima volta suoi dipinti a Venezia, alla XI Esposizione d’Arte di Palazzo Pesaro, con un buon successo di critica. Un incidente, con lussazione dell’omero destro, occorsogli nella primavera del 1960, gli impedisce definitivamente di dipingere. Muore d’infarto la sera dell’11 marzo 1964 a Verona. (2)

Gino Rossi Nacque da Stanislao e Teresa Vianello in una casa di calle degli Orbi, nel circondario di San Samuele. La famiglia era di condizioni benestanti in quanto il padre era fattore del conte Enrico Carlo di Borbone-Parma, proprietario di Ca’ Vendramin Calergi. Studiò presso il Collegio degli Scolopi della badia Fiesolana, passando poi al liceo Foscarini (che abbandonò nel 1898). Nel 1907 assieme all’amico scultore Arturo Martini si recò a Parigi, dove fu attratto dalla pittura di Gauguin (oltre a quella di Van Gogh e dei Fauves). Ancora con Martini ritornò a Parigi nel 1912, dove esposero insieme al Salon de l’Automne, accanto a Amedeo Modigliani. Il suo primo periodo, dal 1908 al 1914, è sottolineato da una serie di opere eseguite nei soggiorni a Burano (che per lui e altri pittori veneziani costituì una specie di Bretagna) e ad Asolo. Richiamato alle armi e inviato al fronte, subì il dramma della guerra fino in fondo; le vicende della prigionia e particolari crisi familiari scossero irrimediabilmente il suo equilibrio mentale. Dal 1918 al 1924 (epoca in cui il suo male di acuisce fino a condurlo, nel 1925, al manicomio Sant’Artemio di Treviso, da cui uscirà soltanto morto nel 1947) compie alcune opere che lo pongono, come più tardi la critica riconoscerà, tra i più grandi artisti all’origine dell’arte moderna italiana. (2)

Carlo Dalla Zorza Carlo Dalla Zorza (Venezia, 1903 – 1977) è stato un pittore, incisore e illustratore di libri e riviste italiano. Nel 1921 Carlo Della Zorza si iscrisse all’Istituto d’arte di Venezia, dove frequentò i corsi di decorazione pittorica e di decorazione del libro. Si diplomò nel 1926. Nel 1942 gli venne assegnata la cattedra d’arte grafica all’Istituto ai Carmini di Venezia, dove insegnò fino al 1972. Espose alla Biennale di Venezia nel 1924, nel 1926 e nel 1928 come grafico; nel 1934, 1940 espose come pittore; nel 1954 gli fu dedicata una sala. (2)

Campiello Santo Stefano, Fondamenta Sant’Eufemia, Campiello Santi Cosma e Damiano, Campiello San Michele Arcangelo, Campiello Santa Maria Valverde. Questi toponimi ricordano luoghi di Venezia.

(1) architetti.san.beniculturali.it

(2) https://it.wikipedia.org/

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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