Traghetto per Padova, in Riva de l’Ogio a Rialto

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Riva de l'Ogio a Rialto - San Polo

Traghetto per Padova, in Riva de l’Ogio a Rialto

Traghetto soppresso.

Per il comodo dei passeggeri e solazzieri che di continuo vanno, e vengono da Venezia a Padova, vi sono barche, oltre le regolate di ordinario traghetto di mattina, e sera, che trasportano le persone per il semplice prezzo di soldi quaranta. Ma, essendo alquanto grevi, vengono rimorchiate per cinque miglia di laguna da Venezia a Lizza Fusina, poi tirate con cavalli, terminano regolarmente il viaggio in dieci ore. Altre volte questo canale della Brenta non aveva alcuna comunicazione con gli estuari di Venezia, ma, giunte le barche a Lizza Fusina, venivano con artificio ingegnoso elevate, benché tutte ripiene, di merci sopra un ben inventato carro dal canale alla laguna, e da questa al canale. Tale macchina, che era appartenente alla patrizia famiglia Pesaro, le ha dato anche la denominazione del Carro, che tuttavia ritiene. Anzi anche oggidì le Porte del Moranzano fatte per sostentare l’acqua del medesima Brenta, perché non precipitassero nella laguna con la predetta comunicazione a Fusina, sono di giurisdizione della medesima prosapia. Da Fusina alle Palade si contano due miglia; dalle Palade ad Oriago cinque; da Oriago alla Mira due. Quivi i passeggeri sborsano due lire per il loro desinare, andando a Padova; ma venendo a Venezia, si rinfrescano al Dolo con il medesimo denaro. Tre miglia distante dalla Mira si trova il Dolo; dal Dolo a Strà se ne contano tre, e da Strà alle Fornaci uno. Da queste all’osteria di Noventa due, navigatone un altro, si passa disalberando il Ponte dei Graici (creduto da alcuni cosiddetto dal Porto dei Greci, che quivi era situato,nel quale sbarcarono questi popoli, quando pervennero in Italia). Finalmente avanzando soli mille passi si giunge al Portello, che è il luogo, dove si sbarca per entrare in Padova. Altri, che vogliono più speditamente viaggiare pigliano una gondola (al traghetto di Lizza Fusina) espressa a due remiganti con l’esborso di mezzo scudo, si fanno traghettare da Venezia a Fusina e quivi montati in sedia o in carrozza, in quattro ore di ottima strada, vicino le sponde della Brenta, si portano a Padova. (1)

(1) P.CORONELLI. Viaggi (Venezia 1697).

Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto. Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi – Collezione Harvey Series. Dove si vene un péaton da traghetto rimorchiato.
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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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