Famiglia Barbarigo

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Stemma (ricostruito) della famiglia Barbarigo. Famiglie Venete con le loro armi. Biblioteca Estense universitaria

Famiglia Barbarigo

Tutti i genealogisti si accordano nel dire venuta da Trieste nelle isole Realtine la famiglia Barbarigo; e solo alcuni, come Ireneo della Croce ed Jacopo Zabarella, la vogliono venuta a Trieste da Roma, mentre altri, tra quali Giulio Strozzi, nel suo poema eroico dei Barbarighi, la sostengono da Aquileia trasferita in Trieste. Diverse affatto poi sono le origini da cui vogliono gli scrittori derivato il cognome a questa casa; e, per tacere di ogni altra, accenneremo quella soltanto dal citato Ireneo, nella sua Storia di Trieste, da lui tolta da un’antica cronaca degna di fede. Narra dunque, che il primo che assunse il cognome di Barbarigo fu Arrigo, signor di Muggia, terra dell’Istria distante cinque miglia da Trieste, il quale, avendo l’anno 880 conseguita splendida vittoria sopra i Saraceni, delle recise barbe dei vinti formò una collana, e di questa cinto entrò trionfalmente in Muggia: onde dal suo nome di Arrigo e dalle barbe suddette, compose ed assunse il cognome di Barbarigo, passato quindi ai suoi posteri. 

Ricevuti i Barbarighi, nell’897, nel Maggior Consiglio, in riguardo alla originaria nobiltà, produsse molti uomini insigni in ogni classe, sicché non invidia le glorie delle case più cospicue veneziane. Opera della sua pietà furono, fra le altre, le chiese di Santa Maria del Giglio, dei Santi Gervasio e Protasio, di San Matteo Apostolo di Murano, alla costruzione delle quali concorse con ricchi doni. Tiene molte cospicue memorie in parecchie altre chiese, e possedeva la rocca di Valbona nel territorio di Padova. (1)

Lo stemma della famiglia porta una banda azzurra in campo d’argento, carica di tre leoncini d’oro, nel mezzo di sei barbe nere. (2) 

(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI

(2) Casimiro Frescot. La Nobiltà Veneta ossia Tutte le Famiglie Patrizie con le figure de suoi Scudi e Arme. Venezia 1707

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Canal Grande, 2252 (Cannaregio) – Fondamenta Nani, 960 (Dorsoduro) – Fondamenta Zattere ai Gesuati, 785 (Dorsoduro) – Fondamenta Zattere ai Gesuati, 785 (Dorsoduro)

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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