La Madonna di Loreto, nella Chiesa di San Pantaleone vulgo San Pantalon

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Madonna di Loreto. Chiesa di San Pantaleone

La Madonna di Loreto, nella Chiesa di San Pantaleone vulgo San Pantalon

Nel 1728 furono concessi gli onori di “basilica minore” alla chiesa costruita attorno al sacrario mariano a Loreto da papa Benedetto XIII, un domenicano che aveva compiuto il suo noviziato a Venezia, dove era tradizionale e viva la devozione lauretana con pellegrinaggi e voti in occasione di guerre e calamità, come dopo la sconfitta di Agnadello nel 1509 o per la peste del 1630.

Nel soffitto degli Scalzi, purtroppo distrutto durante la prima guerra mondiale, veniva celebrato appunto il miracoloso trasporto a Loreto della Santa Casa di Nazareth, che (“come per pia tradizione viene creduto“, bolla del 21 ottobre 1507 di papa Giulio II) rappresentava la stanza in cui Maria incontrò l’angelo Gabriele, il luorgo dell’Incarnazione. Mentre il Tiepolo afffrescava il soffitto degli Scalzi, l’architetto Tommaso Scalfarotto progettava la cappella, costruita in soli dieci mesi tra il 1744 e il 1745, per accogliere la statua della Madonna lauretana che il parroco Vinanti aveva portato già nel 1658 da Loreto per la nuova chiesa di San Pantalon.

La cappella è a pianta rettangolare e, per forma e dimensioni, è una copia fedele della Santa Casa di Loreto. Sulle pareti, lasciate in semplice cotto, con i mattoni dipinti di grigio. Pietro Longhi, parrocchiano di San Pantalon come già Giovan Antonio Fumiani, ideò un insieme di frammenti, creando una delicata sinfonia di elementi non finiti, che aprono squarci di cielo e fanno emergere le immagini per la contemplazione interiore.

Sotto la volta, ora annerita, ma originariamente di un azzurro pallido punteggiato da stelle d’oro disposte a intervalli regolari, affiora, entro nuvole, ripetute immagini della Vergine con il Bambino, una anche nell’iconografia lauretana, accanto a figure di angeli, di sante e di santi, che dialogano tra loro e invitano i fedeli alla meditazione. (1)

La Chiesa

La chiesa è nello stile della decadenza, architetto Francesco Comino, secolo XVII. Il soffitto, che rappresenta il martirio ed il trionfo del santo titolare, fu dipinto ad olio da Giannantonio Fumiani. Le cappelle (alcune delle quali ricche per marmi ed ornamenti, ma di stile inelegante) contengono pitture, oltre che del Fumiani medesimo, del Veronese, del Palma il Giovane, di Giovanni ed Antonio da Murano ecc. Sono pure da osservarsi il grandioso tabernacolo, che è opera dell’architetto Giuseppe Sardi, ed un altare (nella cappella a fianco dell’oratorio principale) di stile gotico, decorato di belle sculture lombardesche. Il campanile, alto m. 46 e costruito nel 1732, sopra disegno di Bartolomeo Scalfarotto, è uno dei più eleganti della città. (2)

(1) Maria Da Villa Urbani, Stefania Mason. Chiesa di San Pantalon. Arte e devozione. Marsilio Editori Venezia 1994

(2) Eugenio Musatti. I Monumenti di Venezia. Ferdinando Ongania 1893

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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