La Madonna della Consolazione o di Lepanto, nella Chiesa di Santa Maria Formosa

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La Madonna di Lepanto. Chiesa di Santa Maria Formosa

La Madonna della Consolazione o di Lepanto, nella Chiesa di Santa Maria Formosa

Nella chiesa di Santa Maria Formosa viene conservata una Madonna molto legata alla storia della città, la cosidetta Madonna di Lepanto. L’icona, di scuola veneto-cretese (tempera su tavola), venne realizzata probabilmente dal pittore Nicolaus Tzafouris o Niccolò Safuris nel Cinquecento, e rappresenta la Madonna della Consolazione che tiene in braccio il Bambino il quale regge con la mano sinistra un globo d’oro, simbolo del potere di Cristo sul mondo.

Non si sa molto della vita di Tzafouris se non attraverso le sue opere, originario di Candia soggiornò per diverso tempo a Venezia, dipinse principalmente opere a tema religioso, eseguite alla maniera italiana, come praticato dai pittori cretesi.

Questa è l’immagine che protesse la galea di Sebastiano Venier, la Capitana di Venezia, durante la battaglia di Lepanto nel 1571, che venne donata alla Chiesa di Santa Maria Formosa dalla famiglia Venier, la quale aveva il suo palazzo nello stesso campo dove sorge la chiesa. L’icona venne esposta su un altarino a fianco dell’ingresso della chiesa sulla fondamenta di Santa Maria Formosa.

La Lega Santa, la coalizione militare promossa dal papa Pio V contro il crescente espansionismo dei Turchi, era stata posta dal pontefice sotto la protezione della Madonna. Dopo la vittoria di Lepanto, per riconoscere questo singolare favore della Beata Vergine, il papa istituì la festa della Madonna della Vittoria, nel giorno della ricorrenza della battaglia, il 7 ottobre. Successivamente, il papa Gregorio XIII, considerando che il giorno della vittoria era quella domenica in cui le confraternite del Rosario processionalmente lo recitavano, persuaso che la vittoria era venuta in forza del rosario, ordinò che quella festa si chiamasse della Madonna del Rosario e stabilì che si celebrasse la prima domenica di ottobre. (1)

La Chiesa

Moro Lombardo riedificò il tempio (1492 ), che fu poi rinnovato, sullo stile sansovinesco, verso la fine del secolo XVII, a cagione dei gravissimi danni patiti dall’orribile terremoto del 17 aprile 1688. Sulla porta della facciata, verso il rio di Santa Maria Formosa, si vede l’urna e la statua (opera di Domenico da Salò) del capitano generale Vincenzo Cappello, che morì nel 1541 dopo avere valorosamente combattuto contro i Turchi. Nella maggior cappella, rinnovata del tutto, nel secolo XVI, sopra disegno di Francesco Smeraldi detto Fracà, sono particolarmente da osservarsi il bellissimo altare in pietra viva, con sei colonne di marmo finissimo, ed il sontuoso tabernacolo. Il tempio contiene pitture dei Palma, di Bartolomeo Vivarini e di Leandro Bassano.

(1) ConoscereVenezia

(2) Eugenio Musatti. I Monumenti di Venezia. Ferdinando Ongania 1893

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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