Il furto del “raso cremesin” dalla sedia del doge Andrea Gritti in Palazzo Ducale

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Sala del Collegio. Palazzo Ducale

Il furto del “raso cremesin” della sedia del doge Andrea Gritti in Palazzo Ducale

Scrive il Sanudo nei suoi Diari, in data 3 dicembre 1523, che in quei giorni era stata rubata la corona d’argento della Madonna dalla Sala della Quarantia Vecchia, un tappeto che stava sul cancello dell’Avogaria di Comun e durante la notte “fo robato al Serenissimo il raso cremesin che tien su la cariega in Collegio“.  Rubare in Palazzo Ducale, e per di più rubare al doge, era un fatto gravissimo, si radunò subito la Quarantia criminal che mise una taglia di 1500 ducati a favore di chi poteva dare notizie utili a prendere il ladro.   

Il 1 febbraio 1524 venne trovato il ladro del “raso cremixin di la cariega del Doxe” e delle altre cose rubate, era questo un “fameio” (domestico) di nome Marco del procuratore sier Marco Grimani, il quale aveva servito, quando era in vita, il doge Antonio Grimani (morto il 7 maggio 1523). Il giovane domestico confessò de plano (liberamente) come la notte andava per una scala di legno che conduceva in Pregadi (al Senato), da qui arrampicandosi per i muri e per finestre,  per la pratica che aveva del palazzo, entrava nelle varie stanze e rubava quel che poteva.  Il domestico di casa Grimani cercò d’impegnare le cose rubate al banco di Anselmo in Ghetto, ma qui fu scoperto e venne preso.

Il 13 febbraio, dopo l’ora nona, in mezzo alle due colonne, Marco venne impiccato, per deliberazione della Quarantia Criminal, e per una legge che voleva, non solo chi rubava, ma anche chi entrava in Palazzo per rubare fosse impiccato, e così in quel giorno venne eseguita la sentenza.  

Non voglio restar di scriver“, annota in quello stesso giorno quasi sconsolato il Sanudo, “che questa note passata fo rubato in palazo, dove sentano li XX Savii sor ali Extimi tutti li panni verdi erano atorno, excepto quelli dove è san Marco suso“, i furti in Palazzo Ducale continuavano, nonostante le leggi e la dura condanna di Marcofamegio dei Grimani“.   (1)

(1) Marin Sanudo. I Diari Volume 35 (Ottobre 1523 – Febbraio 1524)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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