Le patere e le formelle sulla facciata della Basilica di San Marco, verso la Piazzetta dei Leoncini

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Basilica di San Marco, facciata verso la Piazzetta dei Leoncini

Le patere e le formelle sulla facciata della Basilica di San Marco, verso la Piazzetta dei Leoncini

Sulla facciata della Basilica di San Marco, verso la Piazzetta dei Leoni, sono infisse alcune patere e formelle con motivi zoomorfici e antropomorfici, ispirate al simbolismo paleo-cristiano e alla mitologia greca.

Queste patere si possono così descrivere nelle loro figurazioni: due patere con motivi geometrici con lo sfondo ricoperto di tessere di mosaico dorate; una patera con un grifone che becca sul capo un leporide; una patera con un’aquila che becca sul capo un leporide; una patera con un pavone con le ali dispiegate che ghermisce un serpente; una patera con quattro felidi (leoni) con una testa in comune; una patera con una donna a cavallo che lotta contro un leone; una patera con un uomo in groppa ad un leone che suona un flauto; una patera con un uomo che lotta contro un leone; una patera con un’aquila ad ali dispiegate sopra un globo; una patera con intrecci che formano una croce; patera con motivi geometrici; una formella con motivi geometrici con lo sfondo ricoperto di tessere di mosaico dorate; una formella con un’aquila ad ali dispiegate che ghermisce un leporide con lo sfondo ricoperto di tessere di mosaico dorate; una formella con motivi geometrici con lo sfondo ricoperto di tessere di mosaico dorate; una formella con due cervidi sotto degli alberi; una formella con quattro uccelli che si abbeverano ad una fontana.

Vi è in questa facciata un’altra formella con un bassorilievo che rappresenta un’elaborazione iconografica di un episodio della vita di Alessandro il Grande, e più precisamente al suo tentativo di volare per vedere da vicino il cielo.  Si narra infatti, nella tradizione letteraria del Callistene, che Alessandro si costruì un trono o una biga per sedere a salire in cielo trainato da due grifoni, invogliati a volare da delle esche tenute su due aste dallo stesso re Macedone, ma dopo avere raggiunto una certa altezza, una forza oscura lo fece precipitare sulla terra. Questo episodio divenne il simbolo dell’arroganza e della superbia.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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