Venezia e il Grand Tour

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Traffico di gondole in Rio dei Barcaroli. Sestiere di San Marco

Venezia e il Grand Tour  

Il termine Grand Tour venne utilizzato per la prima volta in una traduzione francese del Voyage or a Compleat Journey Trough Italy (1670) di Richard Lassels. Il Grand Tour era un lungo viaggio nell’Europa continentale, intrapreso inizialmente dai benestanti inglesi destinato a perfezionare il loro sapere.

Il punto di arrivo del Grand Tour era principalmente l’Italia, vissuta come esperienza spirituale e sensitiva unica. L’incanto dell’Italia risiedeva nella sua storia e nella sua cultura artistica, in particolare il teatro, l’architettura, la pittura e la scultura. Il clima mite del Bel Paese lo rendeva un posto ideale per molti viaggiatori inglesi ma anche francesi, tedeschi, polacchi, russi e molti altri provenienti da ogni parte d’Europa. Le città italiane mete del Grand Tour erano quelle classiche che ancora oggi attraggono milioni di turisti, Roma con i suoi ruderi romani, Firenze e il suo Rinascimento, Napoli e il Vesuvio e naturalmente Venezia.

Venezia era stata la porta dell’Europa medievale verso l’Oriente e per i viaggiatori del Grand Tour conservava un carattere esotico, e il suo essere sospesa sull’acqua un carattere magico. Il periodo migliore per visitarla era durante il Carnevale che veniva celebrato per tutto il periodo tra Natale e Quaresima, o durante la festa del Redentore e le altre feste popolari. 

Il turisti che volevano visitare a Venezia arrivavano con la carrozza nei punti d’imbarco della terraferma, Fusina e Mestre principalmente, e da qui con una imbarcazione arrivavano a Venezia, con bagagli e accompagnatori al seguito. Alloggiavano nei più conosciuti alberghi di allora, il Cappello Nero, il Leon Bianco, il Salvadego, chi poteva era ospitato in case private. A Venezia si fermavano il tempo per visitarla, per gustarne l’atmosfera, e di solito erano periodi più lunghi (o lunghissimi) rispetto a quello che si usa oggi, e la sporcizia e il fetore di Venezia (aimè) non sminuivano la bellezza della città.

Dall’Ottocento in poi, l’Italia romantica fu oggetto di nuovi miti e con la modernizzazione della società, il viaggio acquisì nuovi ritmi e incarnò nuovi valori. Le aspirazioni culturali si impoverirono, facendo prevalere quelle di pura evasione. La scoperta del viaggio fu sempre meno personale e sempre più sintonizzata sulle informazioni predisposte dai mezzi d’informazione, dai nuovi sistemi di trasporto, che si annettevano le possibilità conoscitive del viaggio determinandole in base ad esigenze piuttosto economiche che culturali. Si creava allora il fenomeno del turismo organizzato e di massa. La filosofia turistica che veniva impartita, diretta ad un pubblico accresciuto e massificato, era più accessibile e rudimentale di quella maggiormente consapevole e pretenziosa dei secoli precedenti. 

Il termine turismo e più in generale il fenomeno dei viaggi turistici odierni come cultura di massa ebbero origine proprio dal Grand Tour. (1)

(1) I tempi del Grand TourGrand Tour Wikipedia

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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