Il servizio postale della Serenissima e i Corrieri Veneti

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Riva del Carbon. Sestiere di San Marco

Il servizio postale della Serenissima e i Corrieri Veneti

Nel 1359 un gruppo di corrieri o cavalleri bergamaschi in particolare dalla Val Brembana, probabilmente già appartenenti al servizio di posta in uso presso il Ducato di Milano, costituirono a Venezia una scuola chiamata Scuola dei Corrieri Veneti, con luogo di devozione nella Chiesa di San Giovanni Elemosinario a Rialto, dove sotto l’invocazione di Santa Caterina avevano una propria cappella.  

I Corrieri Veneti erano i detentori del servizio di posta per la Repubblica di Venezia, erano non più di trentadue persone, un numero chiuso ed ereditario. Ognuno era libero di cedere il proprio posto al figlio, o ad altra persona, restando poi escluso dal servizio. Nel 1550, il capitolo della scuola decise che, per dare un contributo alle famiglie dei corrieri che “in diverse parti del mondo” per “mala sorte” venivano uccisi o trovavano la morte, potesse subentrare o un figlio del defunto, o una figlia “per suo maritare”, o uno stretto parente. Avevano il diritto particolare di fregiarsi il petto con l’insegna di San Marco. 

I Corrieri Veneti, nel complesso sistema postale di Venezia, si occupavano di far viaggiare la posta verso l’estero, il servizio prevedeva collegamenti con  Mantova, Milano e poi Genova, Torino da qui a Lione, Ferrara, Bologna, Modena, Roma, Basilea e Zurigo. Alcuni stati esteri provvedevano direttamente al loro servizio postale, con propri corrieri, ed avevano appositi uffici a Venezia, tra questi l’Impero (Sacro Romano Impero) e la Fiandra, Vienna, la Toscana e la Francia (per una decina d’anni). La sede dei Corrieri Veneti era in Riva del Carbon, da dove compagnie di traghettatori la portavano a Chioggia, Lizza Fusina, Marghera e la Fossetta (Meolo), da dove poi si dipartivano i corrieri.

In Calle de la Posta de Fiandra, presso il Campiello Valmarana (chiamata nel Settecento Corte vicin ca’ Baron Taxis) abitava la famiglia Taxis, la quale fino al secolo XVI era stata investita della posta dell’Impero. In Calle de la Posta de Fiorenza vicino al Campiello Dolfin (ora Campiello Renato Selvatico), in una casa della famiglia Dolfin, aveva sede invece la posta per Firenze.

Il sistema postale all’interno dello Stato de Terra era esercitato dai cavallari, e nelle maggiori città il servizio era esercitato da corpi delle medesime o da famiglie. I cavallari portavano nel petto l’insegna della loro città con un San Marco sopra. Nel 1713 viene introdotta una tassa sulla corrispondenza, un bollo, apposto sul frontespizio della lettera, faceva prova dell’avvenuto pagamento dell’imposta. Diverso era l’importo dovuto alla spedizione, che era segnato a mano e commisurato alla lunghezza del percorso e al peso. Nel 1730 il servizio venne affidato alla Compagnia dei Corrieri Veneti e tutti gli uffici postali vennero concentrati a San Cassiano. 

La posta per lo Stato de Mar e per Costantinopoli andava via mare fino al Cattaro e poi proseguiva via terra, si poteva spedire per questa via a Ragusa, Vallona, Corfù, Dalmazia, Morea, Candia, Natolia, Soria, Egitto. 

Nel 1775 tutti gli uffici vennero concentrati a San Moisè in Corte Barozzi, da dove, nel 1806, passarono a San Luca in Palazzo Grimani, nel 1872 furono trasferiti a San Salvatore nel Palazzo Giustinian Faccanon e nel 1901 nel Fontego dei Tedeschi.

La Compagnia dei Corrieri Veneti venne soppressa nel 1806. (1)

(1) Gastone Vio. Le scuole piccole nella Venezia dei Dogi. Fondazione Giorgio Cini, Regione Veneto, Angelo Colla Editore. 2004; Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. Tipografia Grimaldo Venezia 1872; Luigi Weiss. I Corrieri della Serenissima. Editrice Enzeviro. Padova 2001; Giuseppe Pavanello, Mario Davanzo, Ugo Perissinotto. Il traghetto della Fossetta (copia anastatica). Nuovadimensione

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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