La Madonna dei Miracoli, nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli

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Madonna dei Miracoli. Chiesa di Santa Maria dei Miracoli. Sestiere di Cannaregio

La Madonna dei Miracoli, nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli

Francesco Amadi riguardevole fra i cittadini di Venezia all’esemplare probità dei suoi costumi aggiunse una singolare devozione alla Vergine Santissìma, cui per coltivare con maggior fervore si fece, nell’anno 1408, dipingere da un tale mastro Niccolò pittore allora assai celebre l’immagine della Gloriosa Vergine con il divino figliolo fra le braccia.

Per eccitare però anche regli altri quello spirito di riverente affetto, che egli nutriva, volle privare se medesimo della consolaziore di possedere la venerabile immagine, ed esporla in pubblico alla venerazione dei passanti. Perchè però alcune case possedute da Alvise Barozzi gentiluomo veneziano erano piu vicine della sua alla pubblica strada, ad esse, rinchiusa in semplice nicchia di legno, fece attaccare la devota immagine, acciocché da chiunque ivi transitava riverita fosse ed onorata. Stette non piccolo corso di anni esposta la sacra effige senza particolar culto, venerata solo di passaggio da fedeli fino a che verso l’anno 1480 un pio uomo chiamato Marco de Ratti abitante dirimpetto alla casa dell’Amadi, cominciò a prestarle qualche singolare ossequio, accendendoli lampade, e adornandola nelle solennità principali.

Un esempio così lodevole eccitò in altri la devozione, che singolarmente s’avrebbe per uno strepitoso miracolo accaduto nell’anno stesso 1480, e che riferire i deve con le parole dell’antica cronaca, ove è registrato:

Verteva lite dell’anno 1480 d’Agosto trea Francesco Bendi Sensale al Fontico de Tedeschi ed una sua Conganta; ma perché la Donna aveva più ragione, andavano molto male le cose del Sensale, onde mancandole le ragioni ricorse alla forza e così la sera delli 23 Agosto 1480 mettendosi ad aspettar la Donna al canton, dove era la Santa Immagine, subito arrivata l’assaltò con un arma da taglio, e le cominciò a dar con quell’arma per tutta la vita per ferirla, e prevarla di vita. Venne subito in cuore alla Donna di raccomandarsi a quell’Immagine, e con vero affetto gridò ad alta voce: Glorioso Vergine difentetemi per vostra infinita misericordia, qual voce più volte replicando, corsero al grido tutti i vicini, e trovarono in terra come morta la povera Donna, ma per la Dio grazia, e di questa gloriosa Vergine non avea minima affesa ne pure nelle vesti, onde unitamente tutti inginocchiati resero grazie a questa Santa Immagine, alla quale la mattina per tempo la Donna portò tutti quegl’abiti, che aveva indosso il giorno anticedente e confessò il miracolo che avveva ottenuto“.

Successo cotanto prodigioso suscitò nell’universale la devozione verso questa santa immagine, che fu resa illustre da Dio con numerosi miracoli,  numerosi i ciechi illuminati, i storpi raddrizzati, ed altri oppressi o da abituali infermità, i quali nell’invocare l’aiuto di Maria sempre Vergine furono instantaneamente ridonati ad una perfetta salute, cosicché può assicurarsi, che nessuno ricorse allora a quella prodigiosa immagine che non ricevesse la grazia richiesta. Convenne dunque pensare di collocarla in luogo più onorevole, come ne aveva ricevuto un mirabile vaticinio il sovralodato Marco de Rasti, il quale stando un giorno nella sua bottega vicina alla venerabile immagine sentì da un passegero sconosciuto di venerando aspetto avvisarsi dolcemente, che in quel sito, avanti che terminasse l’anno si cominciasse ad inalaze una chiesa in onore della Madre di Dio. Perché si verificasse prontamente un tale presagio ne diedero impulso i continuati miracoli e perciò Angelo Amadi nipote ed erede della pietà del sovralodato Francesco fece preparare nella corte di casa un decente altare ove fosse collocata la sagra immagine, è furono destinati quattro illustri e pii soggetti a raccogliere le elemosine offerte da fedeli per erigere una nobile chiesa ad onore dellà Madre di Dio.

Furono dunque a tale oggetto comprate quattro case, è fra esse quella dove abitava Marco de Rasti, e fu dato principio alla costruzione della nuova chiesa confermata ed arricchita di spirituali decori dal pontefice Sisto IV. Innoltratosi poi felicemente il magnifico edificio, vi fu trasportata dalla corte di casa Amadi la venerabile immagine riponendola in una ben ornata cappella di tavole disposta nel mezzo del sacro recinto, e ne seguì nel giorno 25 febbraio dell’anno 1481 la solenne traslazione con l’intervento del patriaraca Maffeo Gerardi e l’accompagnamento di numerosi patrizi e frequentissimo concorso di popolo ad applaudire alle glorie della celeste benefattrice.

Mentre però andava riducendosi al suo compimento il magnifico tempio, stabilirono i procuratori della chiesa di consegnarlo in custodia alla monache francescane tratte dall’esemplarissimo chiostro di Santa Chiara di Murano, le quali in numero di dodici, allorché perfezionata fu la fabbrica e della chiesa e del monastero, furono nel giorno iltimo dell’anno 1489 introdotte nei nuovi chiostri dal sovralodato patriarca, che benedisse la chiesa, sotto il titolo dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine Santissima, onde il giorno ottavo di dicembre divenne la festa titolare della chiesa, in cui la prodigiosa immagine non cessò mai di essere benefica a chiunqua con fede ivi implora il patrocinio della Madre di Dio.

Accertasi la relazione dei numerosi miracoli con la rispettabile testimonianza di bolle pontificie, di decreto del Senato, e altri autorevoli documenti. (1)

(1) Notizie storiche delle apparizioni e delle immagini più celebri di Maria Vergine Santissima nella città e Dominio di Venezia. Venezia 1761.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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