L’Isola della Giudecca, l’origine del nome

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L'Isola della Giudecca dal campanile di San Giorgio Maggiore

L’Isola della Giudecca, l’origine del nome

Anticamente l’Isola della Giudecca era chiamata Spinalonga, per quella sua forma stretta e allungata, cambiò poi il suo nome in Giudecca, probabilmente nel corso del XIII secolo. Il nome Giudecca ha un’origine incerta, chi lo fa risalire alla presenza dei Giudei in quest’isola, chi alla voce dialettale zudegà (giudicato), chi a un luogo sporco dedicato alla concia delle pelli,  tutti senza trovare un motivo documentato e convincente.

Michele Battagia (in Cenni storici e statistici sopra l’isola della Giudecca) spiega perché, secondo lui, l’isola sia stata battezzata con il nome di Giudecca, e riporta l’opinione del Gallicciolli (in Memorie Venete antiche, profane ed ecclesiastiche). Secondo il Gallicciolli l’appellativo di Giudecca sarebbe derivato dal fatto nell’isola si sarebbero stabiliti, o spontaneamente o coattivamente, i primi Giudei capitati a Venezia. La Giudecca sarebbe stata dunque il primo ghetto, ed era stata scelta un’isola, forse perchè più facile fosse la sorveglianza, senza bisogno di mura e di porte. A conferma di questa ipotesi si cita che poco discosto dalle Zitelle, si sarebbe trovato, nella demolizione di un casamento, una pietra di un piede quadrato circa di superficie, con caratteri ebraici. Altre pietre con caratteri ebraici, sarebbero stale trovate in altri scavi, e nella mappa di fra’ Paolino da Venezia, del secolo XIV, l’isola appare raffigurata come una lunga spina di terra con al centro un edificio a cupola recante la scritta Judaica, allora l’isola andava dal Ponte Longo alla chiesa e convento dei Santi Biagio e Cataldo (Molino Stucky).

Ma altri autori fanno risalire l’origine del nome alla voce dialettale zudegà o giudicato. Eugenio Musatti osserva, nella sua “Guida Storica di Venezia“, che zudegà equivale a sentenza o giudicato, e zudegar a giudicare. Egli spiega le sue ragioni con l’espulsione da Venezia delle famiglie dei Barbolani, dei Selvi e degli Iscoli, e con la loro riammissione  proprio in quest’isola, e scrive: “E’ da sapere che nei primi tempi, molte furono le famiglie trapiantatesi nelle isole dal di fuori, e che fra queste, preponderavano le padovane. Ora, temendosi che esse cospirassero per riassoggettare Rialto, alla giurisdizione amministrativa di Padova, il doge Pietro Tradonico (Gradenigo), deliberò di mandarle in esilio. Ma nel mentre che i Polani, i Giustiniani ed i Baseggi parteggiavano per il doge, i Barbolani, i Selvi, gli Iscoli, si erano messi ad osteggiarlo. Da ciò un principio di guerra civile, che terminò con l’esilio della fazione soccombente, fautrice dei padovani. Le tre famiglie espulse sollecitarono allora l’intervento di Lodovico II, imperatore d’occidente, per ottenere la revoca del bando, che infatti venne loro concessa, destinandosi l’isola di Spinalonga, onde potessero fabbricare le proprie case, in sostituzione a quelle demolite in conseguenza del zudegà, che erano situate nel sestiere di Dorsoduro“. Anche Ermolao Paoletti, nella sua guida Il fiore di Venezia (1837), precisamente nelle pagine dedicate alla Giudecca, riguardo all’origine del toponimo, lo fa derivare dall’assegnazione di terre a quelle tre casate da parte del «Giudicato (ovvero Magistrato)», che anticamente era chiamato Zùdeca o Zùdega.  

Una terza ipotesi viene fornita  da  Carla Maria Sanfilippo nel suo ” Fra lingua e storia: note di toponomastica ferrarese“. L’autrice ipotizza che la voce Judaica o Judeca sarebbe stata soggetto dell’evoluzione semantica da quartiere ebraico a luogo da Ebrei (luogo caratterizzato da sporcizia e odore sgradevole), a conceria, secondo «un’ottica antisemita non estranea al Medioevo». Quindi Giudecca, proprio perché, quello della concia era un «mestiere tradizionalmente esercitato dagli Ebrei», potrebbe aver assunto anche il significato di luogo dove essi svolgevano quell’attività e successivamente quello di “conceria“, indipendentemente da chi vi operasse.

Tutto lascia supporre quindi che il cambiamento di nome sia avvenuto nella prima metà del Duecento, forse con lo sviluppo dell’attività conciaria nel confinium di Sant’Eufemia. Può darsi già prima del 1236, anno della donazione di terreni a 46 conciatori, o più sicuramente subito dopo, quando ormai le concerie risultavano numerose nell’isola. Ciò perché, come scrive ancora la Sanfilippo: “il termine giudecca, zudecca, zuecca etc. almeno in area padanoveneta e istriana nel Medioevo può non indicare il quartiere ebraico, ma un luogo adibito alla concia delle pelli o addirittura l’edificio della conceria“. (1)

(1) Sicinio Bonfanti. Giudecca nella storia, nell’arte, nella vita. Libreria Emilana Editrice. Venezia 1930; Lucio Zara. Da Spinalonga alla Zueca. Sulle origini di un’isola veneziana e del suo nome; Marina Niero. L’area del monastero dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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