Il bàcaro, un tipo a osteria di Venezia nell’Ottocento

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Ex Bàcaro Grando. Ramo de la Dogana da Tera. Sestiere di San Polo

Il bàcaro, un tipo di osteria a Venezia nell’Ottocento

Il bàcaro era una tipologia di osteria popolare a Venezia a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Scrive il Panzini nel suo Dizionario Moderno sotto la voce bàcaro: “voce recente del dialetto veneziano: serve ad indicare il vino delle Puglie e il luogo stesso dove se ne fa spaccio al minuto“. L’inventore di questo termine fu per caso un estroso gondoliere del traghetto di San Silvestro.

Con l’unità d’Italia il commercio dei vini provenienti dall’Istria, dalla Dalmazia e dal Levante, subì un crollo a causa dei dazi doganali imposti dall’Austria.

Pantaleo Fabiano, un pugliese che terminato il servizio militare presso la Regia Marina si era fermato a Venezia, pensò di trarre profitto da questa situazione, ed introdurre un vino sotto certi aspetti somigliante a quelli Dalmati, di cui si iniziava a sentirne la mancanza. Il Fabiano cercò un locale adatto, e lo trovò in Ramo de la Dogana vicino a quella che una volta era la Dogana da Terra.

La Dogana da Terra era un edificio dove venivano verificate tutte le merci provenienti per via terra a Venezia, era accanto all’Ufficio del Dazio del Vin, al quale accorrevano, per le operazioni doganali, i padroni delle barche e delle peate cariche di vino che venivano ad ormeggiarsi alla Riva del Vin. Nel 1842 la vecchia dogana venne demolita e al suo posto costruito un nuovo edificio adibito ad uso della Direzione del Lotto, ma alcuni magazzini interni verso la Ruga San Giovanni rimasero.

Uno di questi venne utilizzato dal Fabiano,  il quale si fece mandare, per via mare da Trani, un buon carico di vino pugliese, facendo diventare la sua osteria il primo spaccio di vino pugliese. Una sera entrarono nell’osteria un gruppo di gondolieri, tra i quali un vecchio campione del remo, il vecchio assaggiò il nuovo vino ed esclamò. “Bon! Bon! Questo xe proprio un vin .. un vin da bàcaro!“. La parola bacàro, derivava da bacàra o bacàrada, e  significava divertirsi mangiando in compagnia, questa identificazione piacque, si diffuse e rimase.

Il vino di Puglia ribattezzato con il nome di bàcaro ebbe un lusinghiero accoglimento tra il popolo veneziano, tanto che il Fabiano aprì nuovi spacci in città che presero la definizione di bàcaro, al posto di osteria, mentre all’osteria madre in Ramo de la Dogana da Tera rimase il nome di Bàcaro Grando. (1) 

(1) Elio Zorzi. Osterie veneziane. Edizione Zanichelli (Venezia, 1928)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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