I telamoni del Palazzo Contarini dalle Figure, a San Samuele, nel Sestiere di San Marco

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Palazzo Contarini delle Figure, a San Samuele. Sestiere di San Marco

I telamoni di Palazzo Contarini dalle Figure, a San Samuele, nel Sestiere di San Marco

La famiglia dei Contarini derivava dalla gente del console romano Aurelio Cotta, uno di essi fu creato da Cesare prefetto del Reno, da cui provenivano gli antichi conti del Reno denominati in seguito Contareni. Venuta questa famiglia ad abitare Rialto, fino dai primordi della Repubblica, fu annoverata fra le dodici antiche famiglie che ottennero il soprannome di apostoliche, nelle quali fu stabilito il corpo della nobiltà patrizia.

Si diramò, questa famiglia, in ben diciotto rami in modo, che si tenne per la più numerosa tra tutte le case patrizie, dalla quale ne uscirono otto dogi ed infiniti uomini illustri nella toga, nelle armi, nel sacerdozio, nelle scienze e nelle lettere. Tra i diversi rami della famiglia erano famosi: i Contarini dal Zaffo, in contrada della Madonna dell’Orto, chiamati così perché erano duchi di Jaffa, feudo della Terrasanta, da cui l’appellativo di Zaffo; i Contarini degli Scrigni, in contrada Santa Maria della Visitazione, per la grande quantità di scrigni posseduti nella fastosa villa di Piazzola sul Brenta; i Contarini del Bovolo (chiocciola), in contrada di San Luca, per la poderosa scala esterna elicoidale; i Contarini dalla Porta di Ferro, in contrada di Santa Giustina, per le decorazioni in ferro battuto che adornavano il portone d’ingresso del loro palazzo; e i Contarini delle Figure nella contrada di San Samuele, che presero il nome da un particolare architettonico che adornava il loro palazzo sul Canal Grande, tra palazzo Mocenigo Casa Vecchia e palazzo Erizzo Nani Mocenigo in volta de Canal.

Questo palazzo ha due sculture, due telamoni (corrispondenti maschili delle cariatidi) a mezza figura, poste tra la porta d’acqua e il poggiolo principale. La tradizione popolare vuole che queste due figure rappresentino un uomo, che si strappa i capelli dopo aver perso tutto al gioco, e una donna, la moglie furibonda. In realtà, se si guarda da più vicino, esse rappresentano due uomini di fatica ritratti sotto lo sforzo di sostenere un peso enorme, il peso del grande poggiolo del piano nobile. Il poggiolo infatti è senza mensole di sostegno per cui probabilmente si è pensato d’inserire queste due sculture, come elemento strutturale di sostegno o semplicemente decorativo.

Altri esempi di telamoni si possono vedere sulla facciata della Chiesa di Santa Maria dei Derelitti (Ospedaletto) ai Santi Giovanni e Paolo.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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