La Dodesòna

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La dodesòna in restauro presso il cantiere Dei Rossi alla Giudecca

La Dodesòna

La dodesòna è una barca, esistente in un unico esemplare, della Reale Società Canottieri Bucintoro. Derivata dalla gondola, viene condotta da 12 vogatori (dodese in veneziano). Viene utilizzata per parata o rappresentanza. Esistono altre barche, di derivazione della gondola, con un numero così elevato di vogatori e cioè: la disdotòna della Società Canottieri Francesco Querini con 18 (disdòto in veneziano) vogatori, la quatordesòna con 14 vogatori della Voga Veneta Mestre, e le diesòne con 10 vogatori dell’Associazione Settemari, della Società Sportiva Rari Nantes Patavium di Padova e dell’Unione Sportiva Remiera Francescana.

La Dodesòna della Reale Società Canottieri Bucintoro

La dodesóna è una caratteristica gondola da parata, con la particolarità di essere spinta da ben dodici vogatori (in veneziano, dódexe, da cui il nome). A questa famiglia di scafi asimmetrici simili alla gondola appartengono anche le diesóne (a dieci vogatori), le quatordesóne (a quattordici), e le disdòtone (a diciotto).

A partire dal 1874 ne sono state realizzate tre, succedutesi nel tempo come barche di rappresentanza della RSC Bucintoro. La prima, offerta alla Società nel 1883 dal primo presidente il Conte Piero Venier, venne costruita nel cantiere dei Fratelli Fassi nel 1874.

Dopo trentaquattro anni venne sostituita con la successiva, realizzata nel 1908 dal cantiere De Pellegrini/Carraro. Donata dal presidente di allora, barone Augusto Majneri, ha prestato servizio per quarantaquattro anni.

La terza, ricoverata presso i magazzini del sale, è stata realizzata nel 1952 dal cantiere di Bastiano Tramontin alla Giudecca e donata dall’allora Presidente Paolo Marinotti alla RSC Bucintoro.

Quest’ultima imbarcazione, con ben sessantasei anni di onorato servizio, rappresenta non solo l’ultima straordinaria e longeva testimonianza di una serie ininterrotta di esemplari identici, ma anche la più antica per costruzione tra le gondole da parata ancora oggi utilizzate a Venezia.

Oltre alla sua indiscutibile valenza storica, rappresentando le più importanti tradizioni di carpenteria navale lagunare, ha servito nelle celebrazioni e nelle ricorrenze di maggior prestigio, accompagnando famiglie reali, Papi e Ministri come emblema della più sontuosa ospitalità.

L’importanza di questo scafo e della sua conservazione risiede anche nella particolarità delle tecniche impiegate: venne infatti costruita utilizzando i metodi storici dei sesti, cioè delle dime lignee con cui venivano tracciate le costolature dello scheletro. Straordinario è anche il fasciame che disegna i fianchi, realizzato mediante tavole lunghe 18 metri ricavate da un unico blocco di larice che, per la sua qualità et la sua lunghezza, oggi non si potrebbe più trovare.

L’ultimo restauro della dodesòna è del 2018.(1)

(1) https://www.bucintoro.org

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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