Rio de San Cassan, tra i Sestieri di Santa Croce e San Polo

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Rio de San Cassan dal Ponte Giovanni Andrea de la Croce - Santa Croce/San Polo

Rio de San Cassan, tra i Sestieri di Santa Croce e San Polo

Il Rio de San Cassan, il quale deve il suo nome alla prospiciente chiesa di San Cassiano vulgo San Cassan, inizia dal Canal Grande, tra casa Favretto e palazzo Jona Sullam, e termina all’incrocio formato con il Rio de la Madoneta. (1)

Per quanto scrivono alcuni, sorgeva anticamente in questa situazione un oratorio fatto uffiziare da monache, e dedicato a Santa Cecilia. Nel decimo secolo esso venne trasformato in chiesa parrocchiale per opera delle famiglie Michieli, Minotto, e Miani, e dedicato a San Cassiano. Ebbe una rifabbrica dopo l’incendio del 1105, e successivi ristauri nel 1205 e 1350. Finalmente nel 1611 si ridusse alla presente condizione, avendosene però ai nostri tempi migliorato il prospetto con il demolimento del portico di cui come quasi tutte l’altre di Venezia, questa chiesa era fornita. Tali portici servivano specialmente alle penitenze pubbliche, durate fin verso la metà del secolo XVI, ma poi si andarono demolendo per gli abusi che in essi commettevano.

Si trovano memorie del campanile di San Cassiano fino dal 1292, e pare che fosse edificato ad uso di torre. Il circondario della parrocchia di San Cassiano venne nel 1810 considerovolmente ampliato con l’aggiunta di alcune contrade tolte alla conservata parrocchia di San Giacomo dall’Orio, e di altre che appartenevano alle quattro parrocchie soppresse di Santa Maria Mater Domini, Sant’Eustachio, Sant’Apollinare, e Sant’Ubaldo. (2)

Viene attraversato dai seguenti ponti:

Sulle sue rive si affacciano:

  • Calle dei Morti
  • Campiello Giovanni Andrea de la Croce
  • Fondamenta de la Stua
  • Fondamenta de le Tette
  • Campo San Cassan
  • Calle de Cà Miani
  • Sotoportego de Cà Michiel (1)

(1) ConoscereVenezia

(2) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. Tipografia Grimaldo Venezia 1872

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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