Basilica di San Marco – Navata laterale sinistra

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Basilica di San Marco - Navata sinistra

Basilica di San Marco – Navata laterale sinistra

Una piccola cupola che guarda la cappella maggiore fa testa a questa navata. Nei pennacchi di essa vi sono, in antico lavoro, gli Evangelisti, ed in cima Gesù Cristo, e di sotto alla medesima, nell’arco di fronte al maggior altare, si vedono i santi Processo e Martiniano, condotti da Domenico Bianchini Rossetto.

Ai lati del vòlto superiore, alla destra di chi guarda, o, a meglio dire, alla manca del gran muro principale, esternamente, vi sono, da una parte, le Vergini prudenti, e dall’altra, il Salvatore, nella cui base è notato l’anno 1601. Sono pensieri dell’Aliense, eseguiti da Scipione Gaetano. Ogni vòlta minore porta due immagini di santi, alcune di antico, altre di più recente lavoro; e opere vecchie pur sono le cinque figure nella inferiore parie collocate della parete principale, esprimenti i profeti Gioele, Osea, Michea e Geremia, e Gesù Cristo nel mezzo. Sopra a queste s’estende lato mosaico e bellissimo, emulo della pittura, in cui è colorita la patria beata del cielo, e un numero grande si vede di Angeli, di Profeti e di Santi, e in cima la Triade indivisa. Questa grande opera fu lavorata, sopra disegno di Jacopo Tintoretto, da Bartolommeo Bozza, e finita da Alvise Gaetano. Ciò sappiamo dai libri della Procurata visitati dal citato Cadorin, e quindi non vediamo come lo Zanetti possa aver detta quest’opera, forse lavoro del Gaetano tratto certamente da un dipinto di Girolamo Pilotti. Ben il Gaetano poneva a compimento le Passioni degli Apostoli Pietro e Paolo, e la caduta di Simon mago alla presenza degli Apostoli, opere tutte tre collocate sopra il Paradiso descritto, e per le quali ne formò i disegni Jacopo Palma juniore; meno però per la figura del Mago, disegnata da Alessandro Varottari detto il Padoanino.

Nel vólto il Gaetano stesso, intorno il 1602, espresse la predicazione e la morte di san Jacopo; san Tommaso alla presenza di Gundoforo, re degli Indi, e la di lui passione; storie per le quali fece i cartoni Tizianello, figliuolo di Marco. Poi, sui disegni del Padoanino, lo stesso Gaetano condusse San Giovanni in atto di celebrare, e la di lui immersione entro la caldaia d’olio bollente; e finalmente, coi disegni dell’Aliense, colorì Sant’Andrea che disputa col proconsole Egea, ed il medesimo crocifisso; lavoro quest’ultimo di cui il Ridolfi rimproverò il Gaetano per aver mal eseguito il disegno dell’Aliense suddetto. La mezza luna sopra l’ambulacro porta le immagini dei Santi Agricola e Vitale, e la cupoletta che segue presso la porta d’ingresso reca nei pennacchi gli Evangelisti, e nella cima la Divina Sapienza. Prima di portarsi in altra parte del tempio, giova ricordare che le pareti son tutte vestite di pregiatissimi marmi, quali il verde antico, il diaspro orientale, il greco, ec, e nell’ultima parete presso la porta è infissa un’antica immagine di Maria delle Grazie, celebre appunto per le grazie che di lei devoti comparte. (1)

(1) ANTONIO QUADRI. Venezia e le sue lagune Vol II. (VENEZIA, 1847 Sabilimento Antonelli).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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