Chiesa di San Stefano di Murano

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Cappella di San Stefano, luogo dove si ergeva la Chiesa di San Stefano - Murano

Chiesa di San Stefano di Murano. Chiesa demolita

Storia della chiesa

Bastò all’Isola di Murano nei primi tempi, che cominciò ad abitarsi, la sola parrocchiale chiesa di Santa Maria, benché il vasto tratto del suo circuito era in gran parte occupato da saline, e da molini; ma allorché divenne più copioso il numero degli abitatori, fu creduto doversi per più utile assistenza dell’anime, e più pronta amministrazione dei sacramenti ergere in altri opportuni siti dell’isola alcune cappelle, ossia chiese, nelle quali dai sacerdoti dipendenti dal capitolo di Santa Maria, si esercitasse la cura dell’anime col nome di vicari, per essere con tal titolo distinti dal piovano di Santa Maria, che ne divenne di tutte matrice. Una di queste chiese fu quella fabbricata ad onore del protomartire Santo Stefano circa il principio del XI secolo, e consacrata poi nel giorno 1 di maggio dell’anno 1374, anno memorabile a questa chiesa per la scoperta in essa fatta di un prodigioso numero di santi corpi, come si rileva da un antico marmo del secolo XIV affisso all’esteriore facciata della chiesa, in cui con la frase barbara di quei tempi si leggono espresse e la consacrazione della chiesa, e l’invenzione delle reliquie. MCCCLXXIV. adì XIV di Aprile. Furono trovati nella presente Chiesa del Protomartire San Stefano duecento e più corpi dei Santi Martiri dal Ven. Prete Matteo Fradello Piovano della Chiesa e essa Chiesa fu consacrata dal Vescovo Princivalle di licenza del Ven. Niccolò de Luca Canonico e Vicario di Torcello, vacante la Sede Episcopale. Essendo però i corpi in essa chiesa rinvenuti di forma e statura infantile, che rapporta la tradizione, che essi appartengano a quei fortunati bambini, che soffrirono il martino in Betlemme sotto il re Erode. Quando e da chi fosse arricchita questa chiesa di un tanto tesoro, non ce lo palesa veruno documento, né alcuno scrittore; pure furono in tanto credito nell’universale queste reliquie, che a gara ricercarono illustri personaggi, e riguardevoli principi di ottenerne; onde essendosene scemato notabilmente il numero, stabilì il senato con risoluto decreto nel giorno 24 di agosto dell’anno 1423 che nell’avvenire fosse proibito il concedere alcun corpo, o reliquia dei Santi Innocenti conservati nella chiesa di Murano, sotto pena di ducati mille a chi proponesse decreto di qualche concessione. Né queste sono le sole reliquie, delle quali è ricca questa chiesa: poiché fino avanti l’anno 1357, ella aveva ottenuto porzione del cranio e delle ossa del santo protomartire suo titolare; un osso di San Luca evangelista; un dito del martire San Menna; una mano di Santa Teodora vergine e martire; un osso di San Pantaleone martire; un osso di San Germano patriarca di Costantinopoli; ed altre reliquie dei Santi Cosma e Damiano, e di altri martiri tradotte dall’Oriente.

Eretta nei suoi principi questa chiesa come unicamente parrocchiale, divenne poi collegiata, aggiunti essendo al piovano due preti, un diacono, ed un suddiacono titolari.

Donato de Greppa piovano fino dall’anno 1386 di questa chiesa fu poi da Innocenzo VII nell’anno 1405 dichiarato vescovo di Torcello. (1)

Visita della chiesa (1733)

Sotto il portico per entrar in chiesa vi fono diverse cose a fresco mal conservate della scuola del Campagnola. Entrando in chiesa a mano sinistra vi è Mosè, che tramuta la verga; opera di Giovambattista Mariotti. La manna nel deserto e di Bernardino Prudenti. Nella cappella del Santissimo due quadri con diversi angeli sono cose del Campagnola. Dai lati due tondi l’uno con la Nascita e l’altro colla Circoncisione del Signore sono delJa scuola di Tiziano. La tavola dell’altare maggiore col Martirio di San Stefano, è di Leandro Bassano. Dai lati della cappella vi sono due quadri di Bartolommeo Litterini. Il soffitto con San Lorenzo in gloria è di Giovambattista Mariotti. Nella cappella di San Carlo vi è dal lato destro un quadro con le anime del Purgatorio, e vari ritratti, opera del Litterini. Un quadro nell’uscire di Chiesa con un angelo, ed altro è opera d’Angelo Trivisani. (2)

Eventi più recenti

Al termine di questa riva (Fondamenta Antonio Colleoni) s’incontrano le muraglie di una elegante cappella sansovinesca conservatasi in memoria della distrutta chiesa parrocchiale e collegiata di San Stefano. (3)

(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

(2) ANTONIO MARIA ZANETTI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della città di Venezia ossia Rinnovazione delle Ricche Miniere di Marco Boschini (Pietro Bassaglia al segno di Salamandra – Venezia 1733)

(3) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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