Chiesa di Santa Croce degli Armeni

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Chiesa di Santa Croce degli Armeni - San Marco

Chiesa di Santa Croce degli Armeni

Storia della chiesa

Fra i pii legati, coi quali dimostrò anche morendo la carità dell’animo suo Marco Ziani, figlio del doge Pietro, vi fu una casa situata nella parrocchia di San Giuliano, che egli nel suo testamento, segnato nel giorno 5 di luglio 1253, lasciò a favore dei nazionali Armeni, prescrivendo ai procuratori della chiesa di San Marco suoi commissari, che con le rendite dei suoi beni dovessero opportunamente accomodarla.

Passati molti anni dacché abitavano in questa casa gli Armeni, desiderosi di aver una chiesa, ove secondo il rito di lor nazione si celebrassero i divini uffici, ne ottennero da papa Leone X la facoltà, ma eretto avendo una troppo ristretta cappella, chiesero nell’anno 1655 ai procuratori commissari la libertà d’ingrandirla. Quantunque però annuissero i procuratori, nulla allora s’intraprese, finché nell’anno 1675 s’impetrò nuova licenza, a condizione però che officiata fosse con rito cattolico, ed i sacerdoti, che amministrare dovevano ai soli nazionali armeni i sacramenti, soggetti fossero agli esami, ed alla giurisdizione del patriarca.

In conservazione dell’antico loro diritto visitano ogni anno i procuratori questa chiesa nel giorno solenne dell’Invenzione di Santa Croce, titolare della chiesa, e di cui un frammento si espone all’adorazione dei fedeli. D’angusto spazio è veramente la chiesa; ma di nobile, ed assai adorna struttura, e quello, che riesce più lodevole, è la gravità, la modestia, e la divozione dei buoni sacerdoti armeni, che In essa vi celebrano nel loro rito i Divini misteri. (1)

Visita della chiesa (1839)

Tre altari ha questa chiesa; la tavola di quello a destra offre San Gregorio Armeno che battezza la nazione convertita; quella del maggiore mostra l’Invenzione della Croce, e la tavola dell’altro altare l’Assunzione di Nostra Donna opere tutte state eseguite da Alberto Calvetti. (2)

(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

(2) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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