Scuola dei varoteri (conciatori di pelli) sotto l’invocazione di Santa Maria Elisabetta

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Scuola dei Varoteri - Dorsoduro

Scuola dei varoteri (conciatori di pelli) sotto l’invocazione di Santa Maria Elisabetta. Scuola secolarizzata

Nel 1773 quest’arte contava 77 addetti così suddivisi: 8 garzoni, 14 lavoranti e 55 capimastri, ripartiti in 22 botteghe. Nel 1723 il senato permette che la scuola dei varoteri , che si trovava nelle vicinanze della chiesa dei Crocichieri, che doveva essere demolita per l’erezione della nuova chiesa, ricostruiscano la loro scuola a Santa Margherita. Nell’anno 1808 al momento della soppressione l’arte possiede, oltre la pala dell’altare, altri tredici quadri, di cui due di pregio. (1)

Storia della scuola

Da un’iscrizione posta sulla facciata, e che, insieme a devoto bassorilievo, fu recentemente levata di luogo, si apprendeva che questa scuola venne fabbricata nel 1725 dai varoteri (nome che si dava ai pellicciai perché lavoravano, fra le altre pelli, il varo, o vajo, animaletto consimile al sorcio), i quali avevano abbandonato la loro scuola antica, eretta fino dal 1501 presso il tempio dei Crociferi, e poscia dei Gesuiti. La scuola dei Varoteri in Campo di Santa Margarita era dedicata a Santa Maria Elisabetta, e, secondo il Boschini, aveva la Risurrezione di Lazzaro, opera di Carletto Caliari (oggidì all’Accademia), ed un Cristo in atto di liberare il Paralitico, di mano del cav. Liberi. Ora è ridotta a deposito di carbone. (2)

(1) GASTONE VIO. Le Scuole Piccole nelle Venezia dei Dogi (2012). Ed altre fonti

(2) GIUSEPPE TASSINI. Edifici di Venezia. Distrutti o vòlti ad uso diverso da quello a cui furono in origine destinati. (Reale Tipografia Giovanni Cecchini. Venezia 1885).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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