Chiesa e Ospizio di San Giovanni Battista dei Catecumeni

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Chiesa di San Giovanni Battista dei Catecumini - Dorsoduro

Chiesa di San Giovanni Battista dei Catecumeni. Ospizio. Ospizio secolarizzato

Storia della chiesa e dell’ospizio.

Ad esempio di Sant’Ignazio Lojola, il quale nell’anno 1540 con facoltà ottenutane dal pontefice Paolo III fondata aveva in Roma la casa dei catecumeni, pensarono alcuni pii uomini di nobile e civile condizione d’istituire anche in Venezia un simile luogo a ricovero di quegli infedeli, che illuminati dalla divina grazia bramavano essere istruiti nell’evangeliche verità per ottenere il battesimo, comunicata dunque la pia loro idea al patriarca Vicenzo Diedo, ed animati da esso ad intraprender l’impresa, si unirono insieme in numero di sette nel giorno 21 di ottobre dell’anno 1557 per disporne i principi, e le opportune costituzioni, fra i quali fu una delle principali il non accommiatare dal pio ospizio i neofiti, se prima non si fosse trovato loro impiego valevole a sostentarli.

Si ritrovò perciò una casa sufficiente nella parrocchia dei Santi Ermagora, e Fortunato, in cui nella solennità di tutti i Santi introdotti furono i primi catecumeni con applauso della città, benché il veneto istituto si estendeva ad accogliere non solo gli ebrei, come faceva la casa di Roma, ma ancora quelli, che o dalle superstizioni maomettane, o dall’acciecamento del paganesimo cercavano d’esser annumerati ai figli della cattolica chiesa. A fermezza perpetua di sì pia opera restò poi nell’anno susseguente stabilita una congregazione composta di ecclesiastici nobili, e cittadini, i quali col consiglio, e con le elemosine dirigessero, e soccoressero il pio luogo.

Per tredici anni circa abitarono i catecumeni nel primo loro assegnato domicilio, finché essendosi nell’anno 1570 per occasione della celebre vittoria ottenuta dai principi cristiani confederati contro l’armata ottomana accresciuto di molto il numero di quelli, che chiedevano il battesimo, fu creduto di dover acquistare al loro ricovero un’abitazione più dilatata. Offertasi dunque l’occasione di alcune case poste nella parrocchia di San Gregorio, ne fu con le elemosine dei fedeli fatto prima l’acquisto, e poi eretto un capace ospizio, in cui dimorassero gli uomini divisi dalle femmine, separando l’una dall’altra parte l’interposta chiesa dedicata al nome del precursore di Cristo San Giovanni Battista. Fu poi il pio ospizio rinnovato fin dai fondamenti nell’anno 1727 ed accresciuto di fabbriche opportune, e capaci. (1)

Visita della chiesa (1839)

La tavola dell’Altar maggiore col battesimo di Cristo, e molti Angeli è opera delle belle di Leandro Bassano. L’altra tavola con la Trinità e del Petrelli. Nel soffitto vi sono dei chiaroscuri di maniera del Palma, e può essere originali. (2)

((1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

(2) ANTONIO MARIA ZANETTI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della città di Venezia ossia Rinnovazione delle Ricche Miniere di Marco Boschini (Pietro Bassaglia al segno di Salamandra – Venezia 1733)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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