Isola di Sant’Angelo di Contorta o della Polvere

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Isola di Sant'Angelo di Contorta o della Polvere - Giacomo Guardi (Venezia 1764-1835)

Isola di Sant’Angelo di Contorta o della Polvere. Chiesa di Sant’Angelo e Monastero di padri Carmelitani. Chiesa e Monastero distrutti

Storia dell’isola, della chiesa e del convento

Sorgeva nei tempi più remoti non molto lontana da questo monastero un’isola, detta di Contorta, in cui vi era un monastero di monache dedicato all’Arcangelo San Michele, e però chiamato di Sant’Angelo di Contorta, di cui si parlò nel Sestiere di Dorsoduro al Monastero di Sant’Angelo della Giudecca.

Con pontificio diploma comandò il papa Sisto IV, nell’anno 1474, che a norma di quanto era stato stabilito da Eugenio IV suo antecessore, dovesse nell’antico monastero delle monache di Sant’Angelo, situato in un’isola delle venete lagune, detta di Contorta, sopprimere l’ordine di San Benedetto, ed il titolo di abbadessa, e poi unirsi con le sue rendite all’esemplare monastero benedettino di Santa Croce della Giudecca. Eseguì i supremi comandi della sede apostolica Maffeo Gerardo patriarca di Venezia, e delegato apostolico, ed avendo assegnato alle poche monache ivi ancor abitanti una giusta porzione delle rendite per alimento loro finché vivessero, rese in possesso del rimanente il procuratore del monastero di Santa Croce.

Reso poi vuoto interamente di abitatori il solitario monastero, i Carmelitani della congregazione, che si chiama di Mantova, desiderosi di aver sede in Venezia, ottennero facilmente nell’anno 1518 dalle monache di Santa Croce il possesso del luogo, con la condizione di dover per stabilito censo offrire ogni anno nelle due solennità dell’Invenzione, e dell’Esaltazione della Santa Croce, una candela di bianca cera, che fosse del peso di libre due, confermandone poi la convenuta concessione da Clemente papa VII con apostoliche sue lettere segnate il giorno 24 di Dicembre 1526.

In un luogo così squallido, e remoto continuarono i Carmelitani suddetti ad abitare per circa trentasei anni, finché nell’anno 1555 avendo destinato l’autorità pubblica, che in quell’isola tanto discosta dalla città dovessero fabbricarsi le polveri servienti all’uso dell’artiglierie, passarono quei religiosi ad abitare nell’Isola della Giudecca in un piccolo e diroccato monastero da essi acquistato nel luogo, detto Monte dei Corni, ove dimorar solevano i Cappuccini, prima che loro fosse concesso l’altro monastero, ove al presente risiedono.

Ad esso poi Paolo IV con lettere apostoliche segnate nel giorno 23 luglio dell’anno 1557 concesse, che godere potessero di tutti quei privilegi, che dai romani pontefici suoi precessori erano stati concessi in diversi tempi alla religiosa famiglia dei Carmelitani.

La Chiesa, che da un’antica immagine di un angelo scolpito di mezzo rilevo in marmo, ed affisso all’esteriore facciata della chiesa, si chiama volgarmente di Sant’Angelo, essendo stata rinnovata nell’anno 1600 fu nel giorno 20 di novembre dell’anno stesso consacrata da Raffaele inviziato vescovo di Zante ad onore e sotto il titolo di Gesù Cristo nostro Salvatore. (1)

Il 29 agosto 1689, un fulmine colpì il deposito e le esplosioni quasi cancellarono l’intero complesso. L’isola fu abbandonata per alcuni decenni, ma la cartografia settecentesca dimostra la presenza di alcune installazioni militari. Mantenne la medesima funzione sino alla seconda guerra mondiale; da allora è in completa decadenza, ma è in corso un dibattito per il suo recupero funzionale. (2)

(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Sant%27Angelo_della_Polvere

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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