Chiesa di Santa Maria Nuova

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1860
Campo Santa Maria Nova. Luogo dove si ergeva la Chiesa di Santa Maria Nova - Cannaregio

Chiesa di Santa Maria Nuova. Chiesa demolita

Storia della chiesa

Riferisce il Savina, nella sua Cronaca Mf, essere stata la fondazione della chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova merito della famiglia dei Borselli, i quali soli la fecero edificare nell’anno 971. Comunque sia della verità di tal fondazione, di cui nulla dicono né la tradizione, né le più antiche cronache, egli è certo però, che nei suoi principi non fu denominata Santa Maria Nuova, ma dal titolo, sotto cui fu ad onore della Madre di Dio dedicata si chiamò Santa Maria Assunta; il che si comprova con autentici documenti. Alla traslazione del corpo di Santo Stefano protomartire da Costantinopoli a Venezia intervenne l’anno 1110, Domenico Michele della Contrada di Santa Maria Assunta, e nell’anno 1112, Stefano della famiglia Fradello, abitante nella Contrada di Santa Maria Assunta, fece un istrumento di sicurtà, al quale poi per mano di notaio trascritto nell’anno 1116 si sottoscrisse Angelo Magno piovano di Santa Maria Assunta, e notaio. Erettasi poi dalla pietà del doge Pietro Ziani nell’anno 1205 la chiesa di Santa Maria in Jerusalem, detta volgarmente delle Vergini, fu questa per qualche tempo anche nei diplomi pontifici chiamata Santa Maria Nuova, ma invalsa poi nella moltitudine la denominazione di Santa Maria delle Vergini, passò a questa chiesa di Santa Maria Assunta il nome di Santa Maria Nuova, con cui cominciò a chiamarsi nell’ avanzamento del XIII secolo.

Resa debole la prima fabbrica della chiesa dal lungo corso degli anni cadde all’improvviso nell’anno 1535, nel giorno 16 di luglio, ma vi accorse tosto con pietosa sollecitudine a rinnovarla il sacerdote Nicolò Negri, suddiacono titolato della chiesa, e sacrestano della Ducale Basilica, il quale a proprie spese la rialzò dai fondamenti sul modello (com’è fama) del celebre Sansovino, e fu poi consacrata nel giorno 17 di giugno.

Si conservano in questa chiesa oltre molte ossa dei Santi Fanciulli Martiri in Betlemme, altre più preziose reliquie, cioè una spina della Corona del Redentor Nostro, ed un’ampolla del miracoloso sangue scaturito dall’immagine di Gesù Crocifisso trafitto dalla perfidia dei Giudei nella Città di Barutti. Questo prodigioso sangue, porzione di quello, che si custodisce nel Ducale Tesoro di San Marco, fu donato
dal Doge Nicolò Contarini nell’anno 1630 a questa chiesa già sua Parrocchia, e viene annualmente esposto con devota pompa nel Venerdì Santo. (1)

Visita della chiesa (1839)

Aveva sette altari, e nel 1776 ebbe rinnovata la facciata. Giunta però la generale restrizione delle parrocchie nel 1808 fa chiusa ed affittata per uso di magazzino. Si distinguevano tra le pitture la pala con San Girolamo di Tiziano trasportate nella galleria di Brera a Milano, e quella di San Vittore, lavoro a mosaico dei fratelli Zuccato fatto eseguire dalla confraternita dei 100 sacerdoti che sotto gli auspici di quel santo si era formata in questa chiesa. Quivi tra alcun altro chiaro uomo era pure sepolto nel favello della propria famiglia il doge Nicola Contarini morto nel 1631. (2)

(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

(2) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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