I santi patroni di Venezia

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I santi patroni di Venezia

I criteri che stanno alla base della scelta dei santi patroni veneziani sono in via ordinaria gli stessi che si riscontrano nelle altre città del medioevo occidentale, ed italiane in specie ma con particolare accentuazione dell’aspetto politico a Venezia, dovuto sia alla coscienza di sentire la religione inserita al vivo nel ritmo della vita pubblica, sia alla mentalità tipica della società veneziana, tale da costituire una sorta di chiesa nazionale, secondo il rilievo ormai classico dello storico tedesco Kretschmayr e ripreso più o meno da tutti gli altri. La persuasione sull’efficiacia del loro patrocinio, sì da costituire la sicurezza della indipendenza e libertà nazionale viene espressa così dal Sansovino, pur parlando dei corpi santi in generale: ” … diremo di luoghi sacri all’intorno, dedicati a diversi Santi, i quali senza alcun dubbio da veri amici di Dio la conservano con le preghiere presso sua Divina Maestà, intatta da gli fortunii del mondo et nella sua sempre eterna libertà: essendo molto più sicura la guardia celeste che la terrena delle fortezze e delle muraglie” (Venezia p. 76r; p. 2r concetto delle isole come fortezze).

I patroni specifici di Venezia accompagnano la sua storia: così si dica dell’Annunciata, così di Sant’Antonio di Padova, considerato tale nella guerra di Candia; di Santa Marina, a cui si ascriveva la riconquista di Padova nella guerra di Cambrai, di San Teodoro, che aiutò la città nella guerra antigenovese o di Chioggia. Così si veda per quei santi che senza figurare fra i patroni ufficiali, acquistarono un significato pressoché identico, come Santa Giustina, festeggiata con solennità peculiare, poiché nel suo giorno 7 ottobre 1571, era stata riportata la splendida vittoria a Lepanto. Altri sono collegati alle origini e vita stessa della città: ad esempio San Marco che è simbolo di Venezia, e poi San Teodoro, almeno secondo la leggenda, i Santi Ermagora e Fortunato, San Magno, San Pietro Orseolo, San Lorenzo Giustiniani, San Pio X. Altri divennero tali per circostanze di calamità pubbliche, come San Rocco, invocato contro la peste. Tuttavia per alcuni ci furono motivi di pietà disinteressata, come San Giuseppe, San Filippo Neri, San Giovanni Nepomuceno, San Francesco d’Assisi, San Bernardino da Siena. Dal punto di vista storico la maggior ufficialità dei patroni si riscontra nel corso del 1600 e 1700: nel 1600 da parte dello Stato, segno pur questo della pietà veneziana del secolo, per quanto stimolata dalle gravi vicende esterne, tipo la guerra di Candia; nel 1700, da parte dell’autorità patriarcale. Infatti il decreto del patriarca Bragadin del 1764 sancisce per gran numero di santi il titolo di patroni. Una flessione nella festività dei santi, quindi dei patroni, si ebbe nel secondo 1700, durante l’ondata laicista in Venezia, con la riduzione delle feste di precetto ottenuta dalla Santa Sede nel 1787: ad esempio San Giuseppe, Sant’Anna, San Michele.

Poi il crollo della Repubblica nel 1797 segnò la crisi del loro culto. Ed è ovvio, se erano sentiti quale manifestazione della religione dello Stato. Lo rileviamo nel riordino del Calendario Diocesano disposto nel 1839 dal patriarca Monico: nelle “animadversiones” della Congregazione dei Riti si fa notare il fatto di culto ai Santi legato ad aspetti strettamente politici. Tuttavia non furono soppressi per sempre: essi sono rimasti e rimangono ancora, per cura dei patriarchi (in modo speciale del Card. Pietro La Fontaine, 1915-1935) a testimoniare che se Venezia è finita nel 1797 come realtà politica, continua senza interruzioni, identica a quella del passato, come realtà religiosa. Ancora una volta la religione significa un fatto sociale e culturale oltretutto, che vincola e salva i valori di una civiltà.

I santi patroni attuali della città e patriarcato sono divisi in principali e meno principali.

Tre sono i principali:

Quindici i meno principali:

A. NIERO, I santi Patroni, in Culto dei Santi a Venezia. Venezia, Studium Cattolico Veneziano, 1965.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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