Isola di San Nicolò della Cavana o Madonna del Monte o Madonna del Rosario

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1811
Giacomo Guardi (Venezia (1764 – 1835) - Isola di San Nicolò della Cavana o Madonna del Monte o Madonna del Rosario (The Morgan Library)

Isola di San Nicolò della Cavana (Madonna del Monte o Madonna del Rosario). Chiesa e Monastero di Monache Benedettine. Chiesa e Monastero in rovina

Storia dell’isola, della chiesa e del monastero

Era già stato fondato questo monastero nell’anno 1303, con permissione di Francesco Dandolo vescovo torcellano in un’isoletta non molto distante da Torcello, ad oggetto che in esso vi abitassero Monache Benedettine. Come però assai povero di proventi appena poteva alimentare quattro monache, così a sussidio di loro povertà assegnò nell’anno 1314, con pietà religiosa il Capitolo della Matrice di Murano una sua contigua palude, acciocchè le fabbriche o erette, o da erigersi in essa tutte in perpetuo cedessero a favore del monastero. Ciò nonostante essendo molto inferiore l’aiuto al maggiore bisogno delle religiose, andarono queste a tale passo diminuendo, che nell’anno 1430 mancate di vita tutte, più speranza non vi restava, che vergine alcuna portare si volesse ad abitare nel povero luogo desolato, e rovinoso. Avuto dunque l’assenso dei suoi canonici il Vescovo Paruta di Torcello segnò nel giorno 15 di luglio dell’anno 1432 un decreto, con cui unì il Monastero Benedettino di San Nicolò della Cavana venne dichiarato soppresso all’altro di Santa Caterina di Mazzorbo pur dello stesso ordine, sottoponendo e l’uno e l’altro sacro luogo con loro possessioni ad una sola Abbadessa.

Abbandonati dunque, e vuoti d’abitanti la chiesa, ed il chiostro di San Nicolò a poco a poco rovinarono, e l’isola stessa quasi si ridusse all’antico suo stato di palude. Passati poi oltre duecent’anni ottennero questo deserto luogo nell’anno 1648 due che si vantavano eremiti di San Paolo Primo Eremita; ma in poco tempo attediati della solitudine, e povertà, se ne dipartirono, e sottentrarono in loro vece per concessione delle monache due veneziani seguaci della stessa religione dei primi, ed imitatori pure della loro instabilità.

Finalmente correndo l’anno di Cristo 1712, un pio uomo veneziano chiamato Pietro Tabacco, ottenuta permissione dalle monache rifabbricò con le elemosine dei fedeli l’atterrata chiesa, dedicandola a Maria Vergine Santissima sotto il titolo del suo Rosario, ed avendo fabbricate alcune contigue comode case, vi istituì una pia confraternita di devoti, a spese dei quali non solo si conserva il luogo in assai decente maniera, ma vi si mantiene un sacerdote, che nella chiesa stessa con quotidiano sacrificio suffraghi le anime dei confratelli defunti.(1)

Tutto il complesso venne demolito nella metà del XIX secolo per fare posto ad una polveriera, ora tutto è in rovina.

(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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