La chimera trasformata in Leone di San Marco, su una della due colonne della Piazzetta

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La testa della "chimera"

La chimera trasformata in Leone di San Marco, su una della due colonne della Piazzetta

La chimera era un mostro mitologico che si diceva nata da Tifone e da Echidna, a cui alcuni diedero tre teste, una di leone, una di capra e una terza di drago, dalle quali vomitava continuamemte fiamme e fumo. Altri vogliono che avesse la testa di leone e il corpo di capra e la coda di drago. Esso devastava le campagne di Licia, e Bellerofonte cavalcando il Pegaso l’uccise.

Il leone bronzeo che si trova sopra una delle due colonne della Piazzetta di San Marco in origine era una chimera di arte assira del periodo Sassanide, a cui furono fatti diversi adattamenti in tempi veneziani, il più importante fu l’aggiunta delle ali al posto della testa di capra.

In questo leone si riconosce, sia dal modo di fattura dei peli della criniera che dal complesso della testa, come opera di origine assira. Che egli sia tale lo ritenne pure il celebre assiriologo Austin Henry Layard che conosceva profondamente quelle opere, e che visse i suoi ultimi anni a Venezia. Si crede possa essere un Nergal, dio della caccia e della guerra, adorato da quei popoli sotto forma di un leone avente la faccia umana. Di fatto, se si esamina il muso dell’animale, si vedono gli zigomi sporgenti, la linea degli occhi orizzontale anziché ad angolo ottuso come nei leoni e le orecchie molto simili a quelle umane.

La testa del nostro leone è un pezzo a se, legata ad essa vi troviamo gran parte del petto ed un fianco che si protende sino all’estremo dell’anca sinistra posteriore dell’animale. La rimanenza del corpo è una fattura posteriore, talché fa credere che l’opera portata dall’oriente, sia stato così ricomposta e gli sia stata data la forma del simbolo rappresentante l’evangelista San Marco.

Esaminando questa statua vediamo come essa appoggi con tutte due le zampe sul vangelo, cosa che non era usata per rappresentare San Marco, facendo di solito il leone con la zampa destra alzata sul vangelo sempre posto in piedi, tutto ciò conferma che quel Leone non fu costruito per simboleggiare San Marco ma acquistato fuori e qui trasportato si adattò a far la parte dell’evangelista. (1)

(1) Giuseppe Ronchetti. Il Dizionario Illustrato dei Simboli. Ulrico Hoepli Editore Milano 1922 / Giovanni Antonio Vendrasco. Marco e Todaro. Le due colonne della Piazzetta S. Marco in Venezia. Venezia 1892

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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