Il Centauro, su una patera del Palazzetto Bruni, sul Rio de la Pietà

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Patera con un centauro sulla facciata del Palazzetto Bruni sul Rio de la Pietà.

Il Centauro, su una patera del Palazzetto Bruni, sul Rio de la Pietà

I Centauri erano mostri favolosi, metà uomini e metà cavalli, secondo alcuni autori nati dall’unione di Centauro, figlio di Apollo e di Stilbia figlia del fiume Peneo, con le cavalle di Magnesia.

Diodoro Siculo riferisce altrimente l’origine dei Centauri. Secondo lo storico, Issione invaghitosi della Regina dei Cieli, e dimentico della gratitudine che egli doveva a Giove, da cui era stato generosamente accolto, ebbe ardire di palesare il suo amore a Giunone; questa, con il consiglio del marito, gli pose davanti una nuvola che rappresentava esattamente la propria figura. Da questo congiungimento nacque un figlio cosi superbo e sgraziato che fu in odio agli uomini ed ai numi. Costui fu dato ad educare alle ninfe sul monte Pelio nella Tessaglia, e da esse fu nominato Centauro. Essendosi poi questi accoppiato alle giumente di Magnesia, diede l’origine a quei mostri che avevano la parte superiore d’uomo, e la parte inferiore di cavallo. 

Mostri mezzo uomini e mezzo cavalli; erano sempre armati di clava, e maneggiavano l’arco con molta destrezza, ma non erano solo spietati guerrieri. Si dice che alcuni di loro erano dotati di grande saggezza e grande sapienza, e si dice che il suono del loro flauto era capace di risvegliare “l’anima animale” presente in ogni essere umano e di donare la capacità di entrare in contatto con Madre Natura.

I Lapiti loro vicini li invitarono un giorno alle nozze di Piritoo. Nacque una rissa, e a cui seguì una battaglia, dopo la quale gli avanzi dei centauri si dispersero; ma alla fine furono uccisi da Ercole. Questa battaglia rappresentò la lotta fra la civiltà greca e i superstiti della primitiva barbaria pelasgica.

I mitologi hanno tentato di spiegare in diverse maniere l’origine e la natura dei centauri; alcuni li considerano come una tribù prima domatrice di cavalli in Grecia. Gli antichi credettero seriamente all’esistenza dei centauri. Al dire di Plutarco ne aveva veduto uno, e Plinio afferma che uno venne portato dall’Egitto a Roma sotto Claudio, e che egli lo vide conservato nel miele. (1)

(1) Giuseppe Ronchetti. Il Dizionario Illustrato dei Simboli. Ulrico Hoepli Editore Milano 1922 – Felice Romani, Antonio Peracchi. Dizionario d’ogni Mitologia e Antichità    

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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