Graffiti inneggianti al doge Marco Giustiniani, sulle colonne della Biblioteca Marciana e della Libreria Sansoviniana

0
205
Biblioteca Marciana e Libreria Sansoviniana - San Marco

Graffiti inneggianti al doge Marco Giustiniani, sulle colonne della Biblioteca Marciana e della Libreria Sansoviniana

Camminando sotto le arcate della Biblioteca Nazionale Marciana e della Libreria Sansoviniana, si può vedere, sui lati interni delle colonne dell’arcate, tra colonna e colonna, dei graffiti. Questi graffiti, in vernice rossa e consumati dal tempo, sono inneggianti a diversi dogi. Il graffito che risulta più leggibile degli altri, è uno che riporta un corno ducale e la scritta “W MARCO GIUSTINIANI“, probabilmente fatto nel 1684 al momento della nomina a doge di Marc’Antonio Giustiniani (26 gennaio 1684 – 23 marzo 1688), un altro graffito potrebbe riferirsi alla nomina a doge di Giovanni Pesaro (8 aprile 1658 – 30 settembre 1659).

il doge Marc’Antonio Giustiniano

Nacque Marc’Antonio Giustiniano il 2 marzo 1649, ed ebbe a padre Pietro, soprannominato san Zuanino, ed a madre Marina, del ramo della famiglia Giustiniani, appellata dei Vescovi. Studiò nella università patavina, unitamente ai suoi quattro fratelli, Girolamo, Francesco, Daniele e Giovanni, e riuscì eccellente, massime nella filosofia, nelle lingue e nel jus delle genti. Entrato, a suo tempo, a far parte del Maggior Consiglio, sostenne alquante cariche, infin che fu ascritto al numero dei senatori. Durante la guerra di Candia fu fatto inquisitore all’annona, imperocché il pane che veniva fornito alla armata era di cattiva qualità; sicché egli ne scoperse la frode e punì i delinquenti. Nel 1667, fu designato ambasciatore a Luigi XIV di Francia, per indurlo ad aiutare, come aiutò, la Repubblica nella crudele guerra accennata di Candia. Ottenuta la dignità di cavaliere, fu del consiglio dei Dieci, consigliere, inquisitore sopra gli Ebrei; e nel 1671 venne eletto sopra l’affrancazione dei debiti della zecca. L’anno appresso andò sindaco ed inquisitore in Terraferma; carica da lui sostenuta per il corso di quasi cinque anni, e nella quale si distinse principalmente nel riparare ai disordini trovati nel Friuli, nel Bresciano e nel Padovano, e cadde malato dalle fatiche, sì a Bergamo come a Rovigo. Finalmente venne creato principe il 25 gennaio 1684, come dicemmo, regnando quattro anni e poco meno di due mesi. Fu il Giustiniani adorno di tutte virtù. Pio, casto, giusto, benefico, modesto, sapiente. Non intermise mai le pratiche religiose e devote, ché anzi diuturnamente moltiplicava; non menò moglie per conservarsi puro, sicché fu detto che si serbò vergine fino alla morte; rese giustizia a tutti con zelo più unico che raro; fu largo di elemosine ai poveri, ai monasteri ed alle chiese; non ambì mai gli onori, tenendosi da questi lontano per quanto poté; e finalmente fu dotto nelle lingue ebrea, greca, latina, gallica ed ispana, onde poté rispondere latinamente in Senato agli ambasciatori di Polonia e Moscovia. (1)

(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI

Print Friendly, PDF & Email

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.