Il Giardino di Palazzo Soranzo Cappello, a San Simeone Grande

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Giardino di Palazzo Soranzo Cappello, a San Simeone Grande - Santa Croce

Il Giardino di Palazzo Soranzo Cappello, a San Simeone Grande

Il palazzo. Il complesso costituisce con l’attiguo palazzetto, la corte e il vasto giardino, un notevole compendio monumentale separato dal muro di cinta del giardino di Palazzo Gradenigo. La sua edificazione si può collocare tra la fine del ‘500 e l’inizio del secolo successivo e il progetto, il cui autore rimane ignoto, sembra riproporre gli stilemi di Palazzo Corner del Sanmicheli. Nonostante la sobrietà dell’apparato decorativo, il palazzo si impone suggestivamente per le proporzioni e per il raffinato disegno degli elementi architettonici in pietra d’Istria che scandiscono gli spazi e le superfici più rappresentative (prospetti principali, androne al piano terra, salone passante al primo piano nobile) e per le travature lignee a vista dei solai, alcune impreziosite da elaborate cornici lignee e da decorazioni a tempera e a foglia d’oro. E’ molto probabile che in origine si prevedesse la realizzazione del solo corpo principale, il più alto e il più ricco per gli apparati decoratici e sculture, e che solo in secondo momento le nuove esigenze di spazio determinarono la costruzione del palazzetto attiguo. L’edificio principale risponde, planimetricamente, ad una tipologia tipicamente veneziana leggibile anche dalla monumentale facciata contrassegnata dalle balaustre dei due piani nobili, esso si sviluppa infatti lungo un salone passante che disobbliga le stanze laterali, decorato a tempera con raffinati motivi fitomorfici e con elementi architettonici e scultorei dipinti a trompe l’oeil.

Il giardino. La corte esterna, delimitata lateralmente da due pareti, e pavimentata, con percorso centrale, da un selciato in trachite, costituisce una vera “stanza” en plein air, autentica prosecuzione del palazzo, nei piccoli spazi verdi ai lati del percorso centrale della corte crescono due Dyospiroses kaki. Il basso muretto di accesso al giardino è caratterizzato dalla di due grate in ferro, dal disegno elaborato, che rivestono il duplice ruolo di elemento separatore e di filtro visivo verso il giardino, mentre in corrispodenza del viale centrale, l’accesso è delimitato da due posseni pilastri, supportanti due gruppu scultorei. Il vasto giardino di forma allengata è citato da un alto muro in mattoni, con le statue in pietra agli angoli e coronamento in cotto curvilineo. Si è scelto di lasciare parte della vegetazione nata spontaneamente per preservare l’assetto del giardino quasi in abbandono, suggerito dalle ambientazioni letterarie di Gabriele D’Annunzio e di Henry James. Il sottobosco originario copre tutto il giardino, solo in piccola parte piantato ad arte, con una diffusione di Hedera helis, Iris da ombra, felci, vinche e grandi masse di Arum Italicum. Il settore del giardino sul lato nord del palazzo, sorta di contenuto brolo di città, ad uso degli abitanti del palazzo, oggi è un piccolo giardino dei frutti. (1)

(1) da dei cartelli esposti nel giardino

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

3 Commenti

  1. Qui è ambientato il libro “Il carteggio Aspern” di Henry James, dal quale nel 2018 è stato realizzato il film “The Aspern papers” di Julien Landais nel quale si vedono immagini del giardino. Leggendo il libro mi è venuta una curiosità alla quale non sono riuscito a trovare risposta su internet: prima della costruzione della ferrovia, come si arrivava a Venezia? C’era un porto di arrivo privilegiato arrivando dalla terraferma?

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